Braccialetto elettronico in frantumi. "Sono caduto", ma un tecnico lo smentisce

Per ben due volte nel giro di pochi giorni, un 35enne di Cutrofiano, destinato ai domiciliari, ha riferito ai carabinieri che il dispositivo che doveva controllarne i movimenti si era rotto per banali incidenti domestici. Ma una perizia ha accertato, almeno nel secondo caso, la manomissione

@TM News/Infophoto

CUTROFIANO – Non tollera il braccialetto elettronico che ne controlla i movimenti e lo rompe. Addio beneficio dei domiciliari: per Gianluca Polimeno, 35enne di Cutrofiano, si riaprono le porte del carcere. L’arresto è stato eseguito ieri sera dai carabinieri della stazione locale, su ordinanza ordinanza del gip del Tribunale di Lecce, Alcide Maritati.

La storia di Polimeno è davvero particolare: dopo alcuni screzi tra la sua famiglia e un’altra che abita nelle vicinanze, in via Torino, nella notte fra il 20 e il 21 maggio scorso, aveva pensato bene di mettere fuoco al portone dei “rivali”, salvo essere immortalato da una videocamere di sorveglianza e riconosciuto in particolare per un elemento grafico sulla maglietta indossata, un vistoso teschio.

Non meno singolare è questa nuova vicenda che lo vede protagonista. Ottenuta qualche giorno dopo la sostituzione della custodia cautelare in carcere con la misura degli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico, ha deciso inopinatamente di sbarazzarsene.

Almeno, così ritengono i carabinieri, sulla scorta di una perizia. La circostanza curiosa è che una decina di giorni addietro, dal dispositivo era partito l’input diretto alla centrale operativa della compagnia di Gallipoli, secondo cui era in corso una manomissione.

POLIMENO%20GIANLUCA-2Immediato l’invio di una pattuglia, ma ai carabinieri Polimeno in quel momento ha riferito di essere caduto accidentalmente. Il braccialetto era sul pavimento, spaccato. Un tecnico ha riparato lo strumento, ma non ha potuto chiarire se il danno fosse accidentale o meno.

La vicenda si sarebbe conclusa lì, se non fosse stato per una seconda segnalazione, di qualche giorno dopo. Nuovo accertamento, e ancora una volta la stessa scusa, che però non ha retto più. A parte il fatto che quelle cadute in casa stavano iniziando a diventare fin troppo frequenti per essere credibili, il tecnico, questa volta, ha evidenziato tracce di manomissione non compatibili con un incidente.

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La stazione dei carabinieri di Cutrofiano ha quindi fatto partire una richiesta al gip, segnalando l’accaduto e richiedendo la sostituzione dei domiciliari con il carcere. Il giudice, concordando con militari e tecnico, ha firmato l’ordinanza d’arresto. E fra braccialetti elettronici e telecamere di sorveglianza, il suo non può davvero dirsi un buon rapporto con le tecnologie d'avanguardia. 

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