Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca

Da Eurofreezer a Euroforno: un viaggio sulla graticola

Viaggio odissea per circa 700 passeggeri rimasti intrappolati nell'inferno dell'Eurostar, Lecce-Roma, bloccato a Foggia per un guasto al climatizzatore. In 150 hanno proseguito a bordo di tre pullman

Dall' "Eurofreezer", all' "Euroforno", il viaggio è servito in tutte le stagioni. Ricordate l'odissea vissuta dai pendolari dell'Eurostar Lecce-Roma, nel dicembre scorso, bloccati per più di 20 ore a causa di un guasto al motore e con la colonnina di mercurio abbondantemente sotto lo zero? In giornata, a distanza di sette mesi e con la canicola africana che ha fatto impennare le temperature a ridosso dei 40 gradi, sempre su un Eurostar T-Biz partito da Lecce e diretto a Roma, i viaggiatori hanno dovuto patire le pene dell'inferno per un guasto al sistema dell'aria condizionata e giunti nei pressi della stazione ferroviaria di Foggia, in 150, tra uomini, donne, anziani e qualche bambino, hanno preferito scendere, protestare e proseguire il viaggio a bordo di tre pullman messi a disposizione dalle Ferrovie dello Stato.

Il treno era partito regolarmente dalla stazione ferroviaria di Lecce alle 12 e 10, con circa 450 persone a bordo, per arrivare senza ritardi a Bari con un carico di oltre 700 passeggeri. Il viaggio-odissea è incominciato appena il convoglio è ripartito dal capoluogo di regione. Su sei delle nove carrozze è stato segnalato un black-out al sistema dell'aria condizionata con i primi disagi, le immancabili lamentele e qualche malore accusato da diversi passeggeri. Nonostante il capo treno abbia annunciato più volte che l'avaria al sistema del condizionatore d'ambiente sarebbe stata sistemata in breve tempo, il pendolino è giunto al quarto binario della stazione del capoluogo dauno con circa 30 minuti di ritardo rispetto alla tabella di marcia e con l'impianto di clinmatizzazione completamente spento.


Inevitabilmente all'interno delle sei carrozze si è creato un devastante effetto serra, con i finestrini chiusi ermeticamente e impossibli da aprire. Nei pressi del binario 4, circa 150 pendolari sono scesi dal treno, stremati dall'afa, riversandosi all'ingresso, nelle vicinanze della biglietteria, per manifestare il proprio disappunto inscenando una protesta. In molti hanno preferito non risalire sul "treno dell'inferno", continuando il viaggio su tre pullman messi a disposizione da Trenitalia e con due taxi (per i viaggiatori diretti a Caserta e Benevento). Il convoglio ha lasciato la stazione di Foggia, con circa un'ora e mezzo di ritardo, intorno alle 16 e 45. In tre delle sei carrozze rimaste prive del sistema di climatizzazione su una tratta di circa 100 chilometri, l'allarme caldo è rientrato grazie all'intervento dei tecnici.

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