Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca Centro / Viale XXV Luglio

“Da qui non si passa”. Gli operai edili tornano a bloccare il centro cittadino

Traffico chiuso in via XXV luglio. La protesta dei lavoratori "Palumbo" è rimandata a giovedì prossimo, quando si chiariranno gli intoppi che frenano i cantieri della regionale 8 e della statale 16. Continua l'assemblea permanente

 

LECCE - “E’ un passo necessario per sbloccare i cantieri”. La rassicurazione dei sindacalisti di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil agli operai del gruppo Palumbo, radunati nuovamente sotto i portoni della prefettura di Lecce, ha il sapore di un palliativo. Giovedì prossimo tutti i soggetti interessati dall’avvio delle famigerate infrastrutture della strada regionale 8 e della statale 16, torneranno a sedersi intorno ad un tavolo per chiarire la natura degli intoppi burocratici che ancora, incredibilmente, frenano l’avvio dei lavori. Quindi Anas, Regione Puglia, Provincia di Lecce, gruppo Palumbo e sindacati concederanno il bis, dopo l’incontro pressoché identico convocato dal capo di gabinetto Guido Aprea alla fine dell’estate.

Tavolo che produsse un misero risultato a fronte di un’aspettativa altissima: l’avvio delle ruspe nel primo tratto per il raddoppio della statale 16. I primi tre chilometri quindi, una manciata di lavoro concessa a 40 operai fino a Palmariggi. I colleghi meno fortunati, invece, da 4 anni usufruiscono della cassa integrazione in deroga regionale, peraltro in dirittura d’arrivo. Dal primo gennaio, con i fondi in esaurimento, ci sarà poco da scherzare.

Lo sanno bene i sindacalisti che proprio ieri, dalle stanze della cassa edile, hanno lanciato l’allarme “sicurezza sociale”. E che sono costretti a rifugiarsi nella “concertazione” per far venire a galla le responsabilità degli enti. La ricostruzione dell’iter autorizzativo per l’avvio dei due cantieri non è semplice: per la strada deputata alla messa in sicurezza del percorso Lecce – San Foca, l’autorizzazione per il vincolo paesaggistico sarebbe scaduta da mesi. Un imperdonabile ritardo, secondo i sindacalisti che ora attendono il parere favorevole dell’avvocatura regionale: i termini sono scaduti, ma la morfologia del territorio è rimasta invariata. Tanto dovrebbe bastare, a loro dire, per far partire i lavori. L’occasione, però, potrebbe far gola a tutte quelle aziende agricole che si erano già opposte all’esproprio dei terreni, e che ora avrebbero gioco facile nel predisporre un nuovo ricorso.

Se la Regione sarà chiamata ad esprimersi su quest’infrastruttura, peraltro già finanziata con oltre 55 milioni di euro, la ditta edile è attesa al varco per i due sottopassaggi di San Cesario e Sternatia appaltati dalla Provincia di Lecce, per i quali mancherebbe la firma del gruppo Palumbo su alcune clausole contrattuali.

Agli operai è stato chiesto di pazientare qualche altro giorno. Prima è impossibile: i tecnici regionali sono alle prese con il famigerato caso dell’Ilva di Taranto. Ma la tensione resta altissima, come il senso di sfiducia che li ha portati a non abbandonare il presidio per tutta la mattina. Fino a quando non è arrivata la richiesta di convocazione, firmata dal prefetto, che gli operai pretendevano di visionare con i propri occhi.

E certamente non sono mancati i momenti di tensione con gli sfortunati automobilisti in transito su via XXV luglio, prima che quell’arteria venisse nuovamente transennata dalla polizia municipale. Così come accade quasi quotidianamente. Il coro dei clacson è stato immediatamente sedato dalla polizia: “Non serve a niente, da qui non si passa”. Bisogna attendere che il blocco stradale venga rimosso, ma è questione di minuti. Ognuno per la sua parte, quotidianamente, aspetta: i lavoratori una boccata d’ossigeno in un’esistenza precaria, i cittadini, probabilmente, pure.

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