“Da Totò” spegne l’ultimo fornello. La città piange la morte lo storico ristoratore

Si sono svolti nel pomeriggio i funerali di Salvatore De Giorgi, conosciuto come Totò, titolare della storica trattoria di viale Lo Re

LECCE – C’è da metterci la mano sul fuoco, o sui fornelli se si preferisce: se nell’altro mondo si saranno già rincontrati Totò e Antonietta staranno già preparando insieme una nuova cucina e tante prelibatezze e manicaretti in salsa salentina. A poco più di un anno di distanza un altro pezzo di storia leccese se ne va, ma il suo ricordo è destinato a rimanere indelebile. Si è spento nella serata di ieri, all’età di 81 anni, in una clinica privata a San Cesario, dove era ricoverato, Salvatore De Giorgi, più comunemente e confidenzialmente conosciuto come Totò, storico titolare della piccola, ma famosissima e omonima trattoria leccese incastonata nell’angolo di viale Lo Re, e pressoché contigua con il cine-teatro “Massimo”.

Da alcuni anni il ristorantino, che oltre ai piatti tipici della tradizione salentina accostava anche specialità marinare, aveva chiuso i battenti. Ma ancora oggi quando a Lecce si nomina il locale “Da Totò” a tutti viene subito alla mente quella piccola trattoria del trafficato e brulicante viale cittadino che per oltre 50 anni di attività ha preso il nome del suo impareggiabile titolare. Ad un anno esatto di distanza si diceva, un altro pezzo di storia che si spegne. Era il 16 gennaio dello scorso anno quando Totò ha dovuto salutare per sempre la sua compagna di vita Antonia Gravili che con lui ha passato tutta la vita in cucina. Oggi la città piange invece la sua dipartita. I funerali si sono svolti nel pomeriggio nella chiesa dei Salesiani a Lecce.

WhatsApp Image 2018-02-20 at 10.09.59 (1)-2Una vita spesa tra cucine, ricette e fornelli quella di Totò e Antonietta, custodi di segreti e tradizioni culinarie che hanno allietato anche i palati più esigenti. Salvatore De Giorgi era nato nel 1936 a Vernole, per poi trasferirsi con la famiglia a Porto Cesareo dove insieme ad Antonietta iniziò l’attività nel campo della ristorazione e della ricettività turistica prendendo in gestione il famoso ristorante La Cambusa (ora diventato l’attuale stabilimento Tabù).

Ma visto che i figli non ne volevano sapere di vivere costantemente lungo la riviera cesarina, Totò e la moglie decisero di vendere tutto e di trasferirsi a Lecce. Nel capoluogo decise di gettarsi a capofitto nella sua più grande passione: la cucina. E dopo aver lavorato per i più famosi ristoranti di Lecce, decise di acquistare una trattoria, quella che all’epoca era nota come “Il piccolo ristoro” che poi si trasformò, appunto, in “Da Totò”. Con la morte di Salvatore De Giorgi, e ancor prima della moglie Antonia,  così come anni prima di Carlo Guarascio, del famoso bar Carletto, viene meno un altro tassello del mosaico storico della città.  

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