Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Dal comando generale alla guida di Lecce: uno stratega al vertice

Il colonnello Gianpaolo Zanchi è il nuovo comandante provinciale. Operativo in Campania, poi il monitoraggio delle attività dell'Arma in Italia e all'estero. "Arrivo in punta di piedi"

Il colonnello Zanchi.

LECCE – Ha trattenuto a stento l’emozione da primo giorno di scuola davanti ai flash ai quali si deve probabilmente riabituare. “Sento il peso della responsabilità”, avrebbe detto di lì a poco soffermandosi sulla sua nuova casa, Lecce e la sua provincia. In realtà, il colonnello Gianpaolo Zanchi, a soli 44 anni, di esperienza ne ha già accumulata talmente tanta e variegata, da farne evidentemente il candidato migliore presso i vertici dell’Arma per assumere il testimone del suo pari grado Nicodemo Macrì (ora a capo dei carabinieri del settore Tutela per il lavoro, a Roma) al comando della sede provinciale dei militari leccesi.

Romano, sposato, con figli, Zanchi ha rivestito sempre incarichi delicati, lavorando sia sul campo in territori difficili, quando era capitano alla guida di Compagnie dei carabinieri in Campania, nelle zone di Napoli e Salerno, sia di forte responsabilità, ma meno visibili al grande pubblico, presso il Comando generale. Ma “non ero mai stato in Puglia e nel Salento per compiti operativi”, ha spiegato ai giornalisti, dicendosi quindi “onorato e gratificato” della nuova mansione.

Parole misurate, le sue, che nascono da una consapevolezza: per rivestire un simile ruolo, così importante e anche molto diverso dai precedenti, è necessario ripartire da zero, imparare a conoscere un territorio e le sue esigenze. “Arrivo in punta di piedi, non bisogna essere presuntuosi”, ha detto tradendo un’umiltà per nulla artificiosa. “Bisogna approfondire le dinamiche” e da questo punto di vista, preziosi saranno sia i collaboratori che ha accanto, sia i collaudati assetti di base. “La provincia di Lecce è prestigiosa, importante e sensibile, sono animato di entusiasmo”, ha aggiunto.

Quello di Gianpaolo Zanchi è stato un salto notevole. Negli ultimi anni, come anticipato, ha operato presso il Comando generale di Roma, molto lontano dalle luci della ribalta, eppure in complicati ruoli di regia. “Ho lavorato nella sala operativa – ha spiegato -, organo di monitoraggio e controllo di tutte le attività sia in Italia, sia nei teatri operativi all’estero in cui l’Arma è impegnata, poi nell’Ufficio addestramento, occupandomi quindi dell’aspetto formativo e regolamentare”. Il suo curriculum, dunque, sembra una perfetta combinazione di spirito pratico acquisito nella prima parte e capacità strategiche affinate nella seconda.      

Il colonnello Zanchi ha elogiato il lavoro svolto dai suoi predecessori, sul solco del quale s’inseriranno i suoi compiti. “Il colonnello Macrì mi lascia un assetto coeso, la linea sarà di continuità con le altre forze di polizia e istituzioni che operano sul territorio, con la magistratura e la Prefettura”. Appena al secondo giorno a Lecce, dovrà ora iniziare a maturare il quadro delle priorità. Un’idea di fondo, però, già è presente: “Incentivare l’attività di vicinanza alla comunità”.

Il nuovo comandante provinciale sa bene che da tempo “mancano episodi eclatanti”, in tema di criminalità organizzata, “ma non per questo abbassiamo la guardia”. “Anzi – ha aggiunto -, nostro compito sarà di spingere l'attività informativa proprio per evitare le recrudescenze del passato”. “Questa minore virulenza del fenomeno è legata al lavoro già svolto – sottolineato – quindi, dobbiamo proseguire perché la situazione rimanga la stessa”.    

Uno dei problemi attuali che toccano anche il territorio salentino è legato agli sbarchi, che rappresentano sempre più una frontiera investigativa importante. “Il fenomeno va monitorato – ha detto il comandante -, ci sono dei piani che maturano nell’ambito della Prefettura per la gestione del flusso e parallelamente bisogna sostenere l’attività informativa”. Un must che è ritornato più volte, quello dell’attività informativa, forte proprio dell’orientamento dipendente dalle sue recenti mansioni e che ha portato Zanchi a soffermarsi qualche istante anche su un’altra problematica molto attuale, quella del terrorismo. Una lotta che i carabinieri affrontano grazie “ad aliquote dedicate e preparate, personale con formazione specifica”.

DSCN5604-2La voglia di conoscere al più presto il Salento ben oltre l’aspetto paesaggistico che già il mondo apprezza, ma soprattutto sotto quello delle questioni più stringenti in tema di sicurezza ed urgenze, sembra emergere proprio dal desiderio di avviare immediatamente un confronto con la stampa locale.

Il colonnello ha spiegato che, sebbene sua agenda sia (ovviamente) fitta di impegni e incontri istituzionali, il primo passo che ha voluto compiere appena messo piede in città, è stato quello di prendere contatto con i giornalisti. E in questo (è nostra interpretazione), ha attribuito alla stampa quel significato che spesso molti dimenticano: non è altro che lo specchio e il filtro della società, la sua stessa voce.

Volendo agire nel segno di quella che potrebbe essere intesa come una vera e propria filosofia, un modus operandi, il colonnello Zanchi ha poi menzionato l’importanza dei “rapporti reciprocità”. Perché non solo le informazioni che gli investigatori forniscono rendono possibile la circolazione di notizie che arricchiscono la conoscenza del pubblico (la libertà di stampa è il pilastro della democrazia), ma è la stampa stessa dalla quale si possono cogliere aspetti molti utili a livello investigativo.

L’esortazione allo scambio di informazioni è probabilmente uno dei migliori biglietti da visita possibili per chi lavora a servizio della comunità. E', in buona sostanza, la richiesta che quella stessa comunità collabori per garantire la serena convivenza e lo sviluppo di una terra. 

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