Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Dal rapimento di una bimba all'accusa di omicidio, storia criminale di una 32enne

Figura controversa, con un passato turbolento e una situazione difficile alle spalle, Valentina Piccinonno torna, a distanza di un anno, protagonista delle cronache locali con l'accusa dell'omicidio di Salvatore Maggi. A novembre era stata condannata a 20 mesi per il rapimento di una bambina di sei anni di origini bulgaro. La donna si trovava agli arresti domiciliari

LECCE – Figura controversa, con un passato turbolento e una situazione difficile alle spalle, Valentina Piccinonno torna a distanza di un anno protagonista delle cronache locali con l’accusa dell’omicidio di Salvatore Maggi, 74 anni, gestore di una sala da biliardo di Monteroni. Era il 10 giugno scorso quando la 32enne leccese fu arrestata, dopo un’indagine lampo, dai carabinieri di Monteroni e dai colleghi del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Lecce per il rapimento di una bambina di origini bulgare di soli sei anni. La donna si era rifugiata nella sua abitazione via Marcianò, dove attualmente stava scontando una condanna agli arresti domiciliari.

Per quel rapimento era stata condannata, a novembre, a un anno e otto mesi al termine di un giudizio con rito abbreviato celebrato dinanzi al gup Carlo Cazzella. Una sentenza che aveva suscitato polemiche e perplessità, soprattutto da parte de i genitori della bimba, una coppia di origini bulgare assistita dall’avvocato Francesco Maggiolini, che aveva parlato di “pena troppo mite”. “Non siamo soddisfatti della sentenza – aveva commentato il penalista – anche perché non sono emersi i veri motivi del rapimento. Ci auguriamo che la verità venga fuori in dibattimento”. Un rapimento ancora dai contorni oscuri, in cui era emersa la pista della ricerca disperata di una maternità desiderata a lungo e sfociata in un delirio criminale.

PICCINONNO VALENTINA 1-3-2-3-2-3Dopo aver lasciato il carcere di Borgo San Nicola la donna aveva fatto ritorno nell’appartamento al primo piano dello stabile dalla facciata bianca al civico 10 di via Marcianò, dove spesso la si poteva notare affacciata al balcone, quasi a voler cercare respiro e sollievo da una storia personale condizionata da un difficile rapporto con la madre. La 32enne stava scontando una precedente condanna a sei mesi per ingiurie e minacce. Una vicenda giudiziaria per cui, tra pochi giorni, si sarebbe celebrato il processo d’appello.

Ieri, forse al termine dell’ennesima lite familiare, la donna sarebbe evasa dai domiciliari. Rintracciata e bloccata al termine di un inseguimento con gli agenti di polizia, sarebbe stata accompagnata nuovamente presso la sua abitazione, per essere poi fermata con l’accusa di omicidio. In mattinata, dopo essere stata sentita a lungo dagli agenti della squadra mobile, la Piccinonno è stata trasferita nel carcere di Borgo San Nicola, dove incontrerà il suo legale, l’avvocato Giuseppe Talò. Domani, con ogni probabilità, la donna comparirà dinanzi al gip per la convalida dell’arresto. Tanti i misteri da sciogliere per un omicidio che tinge di rosso sangue l’estate salentina, consumato tra le campagne di Monteroni di Lecce.

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