Dall'Amazzonia lettera-aperta a Roberto Capone

Padre Francesco, originario di Soleto, ma da tre anni missionario in Laranjal do Jarí, nell'Amazzonia brasiliana, dopo avere letto della scomparsa di Roberto Capone, scrive una lettera al ragazzo

Roberto Capone
Sul sito di LeccePrima.it ho letto del caso di Roberto Capone di Castrí di Lecce. Ho pensato di scrivergli una lettera aperta. Non ho nessuna pretesa ma forse potrà aiutare. Ed ho voluto fare questo gesto di solidarietà con un giovane della mia terra.

Carissimo Roberto,
Non ci conosciamo. Ti scrivo da lontano. Sono Padre Francesco, originario di Soleto, ma da tre anni missionario in Laranjal do Jarí, nell'Amazzonia brasiliana. Di tanto in tanto, quando l'energia elettrica permette, visito il sito di LeccePrima.it per vedere cosa succede nella mia amata terra salentina.

L'appello della tua famiglia mi ha colpito ed ho voluto unirmi al loro grido. Qui di giovani ne accompagno tantissimi con le storie più difficili. Non offro loro soluzioni pronte, ma cerco, con semplicità di essere per loro un compagno che li ascolta e li incoraggia. A volte mi passano tra le mani situazioni molto difficili, per la povertà, per la mancanza di opportunità e per la droga che a tanti di loro toglie anche la speranza di poter ricominciare.

Così leggendo la notizia del tuo allontanamento mi pongo tante domande. Non so sei alla ricerca di libertà o di risposte per la tua vita. Non so se dietro questa tua fuga c'é qualche delusione o sogno non realizzato. Qualunque sia il motivo ti prego di fermarti un momento e riflettere e magari fai un passo indietro. A volte nella vita é necessario. Non importa quello che gli altri possono pensare o dire. Dimostriamo maturità quando sappiamo tornare sui nostri passi . Non dimenticare: Dio ci ama immensamente così come siamo , anche quando la combiniamo grossa ci aspetta di braccia aperte. Questo non può non riempirci di gioia. E poi ci sono persone speciali, come quelle della nostra famiglia, che non vogliono perderci a nessun costo. Queste persone oggi ti chiedono un piccolo segnale di vita. Sono sicuro che anche loro ti aspettano con le braccia spalancate. Coraggio, Roberto non perderti d'animo e non lasciare sulle spine la tua famiglia. Io non ho altro modo per starti vicino se non con la mia povera preghiera. Grazie per avermi letto. Un abbraccio da questo tuo nuovo amico lontano.


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Padre Francesco Sorrentino
(sorrentino.francesco@pime.org)

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