Cronaca

Dalla bottega di Lecce all'omicidio politico in Kenya

Tutta Lecce piange la morte atroce di Mugabe Were, deputato di opposizione dell'"Orange democratic movement" in Kenya. Il 39enne, sposato in città, è stato ucciso da due killer nella serata di ieri

Sembrano così lontane, quelle guerre civili, fotogrammi di violenza di mondi che appaiono lontanissimi. E invece possono essere così vicine da provocare lutti che si estendono oltre i confini. Il Salento s'è svegliato oggi con la notizia che un suo figlio adottivo ha perso la vita in Kenya, nazione africana fino a poco tempo addietro ritenuta fra le più solide, economicamente, e poi improvvisamente caduta in un baratro di odio, dopo le feroci contestazioni alle ultime elezioni presidenziali che hanno visto presidente Mwai Kibaki riconfermato nella carica, con accuse di brogli ed il sangue che ha iniziato a sgorgare per le strade della capitale Nairobi e le altre principali località. Fra le vittime illustri c'è il deputato di opposizione dell'"Orange democratic movement" Mugabe Were, 39enne, da poco eletto e da quattro anni sindaco di Dandora, primo uomo politico a cadere vittima della ferocia incontrollata del paese, che proprio oggi ha visto l'escalation di odio con le bombe sparate sulla folla da alcuni elicotteri.

Omicidio politico? Sembra il movente più ovvio, certo è che Were, ritornato in Kenya nel dicembre scorso per partecipare alla tornata elettorale, era atteso da due killer al varco della sua casa di Westland. Non ha avuto scampo, il 39enne neodeputato, che a Lecce conoscevano molto bene. Sposato con una 32enne del capoluogo, Maria Palma, e padre di tre maschietti, abitava in via dei Ferrari ed aveva un rinomato negozio di artigianato africano, "Afrikan Shop" in via Libertini, a ridosso di Piazza Duomo, in una zona dove negli anni si sono diffuse diverse attività gestite da extracomunitari africani, fra le comunità che da più tempo risiedono nel capoluogo salentino. Were lascia un ricordo vivido in chi l'ha conosciuto, a Lecce. La comunità africana, per ricordarne la memoria, sta organizzando un corteo di solidarietà. Nonostante i rischi che corrono al momento in Kenya, la moglie potrebbe partire nelle prossime ore alle volte del Paese africano.

IL RICORDO DELL'UOMO E DEL POLITICO

"La Provincia di Lecce, il comitato salentino "Nairobi 2007" e la Comunità Keniana residente in Salento si stringono con commozione al dolore che ha colpito Maria Palma, i suoi tre figli e Were Babù per la morte violenta del loro caro Were Melitus Mugabe, già consigliere comunale di Nairobi ed eletto nelle scorse e tormentate elezioni politiche keniane deputato dell'opposizione". A parlare è l'assessore provinciale alla Promozione dell'integrazione e della cultura della pace, Luigi Calò. "La notizia ha fatto velocemente il giro del mondo ed è giunta alle prime ore dell'alba di oggi anche a Lecce, dove Were aveva tanti amici. Lecce, in realtà, era la sua seconda casa: dopo 13 anni di residenza, ci tornava frequentemente per ritrovare la moglie e i figli, per collaborare alla gestione del negozio di artigianato etnico, ritrovare amici e continuare attività culturali e sociali a favore dei diritti umani e della promozione dell'intercultura".

"Un anno fa, di questi giorni - ricorda l'assessore Calò -, Were fu uno degli animatori del World Social Forum svoltosi a Nairobi: fu lui ad accogliere calorosamente la folta delegazione di salentini, rappresentanti delle istituzioni locali, di associazioni di volontariato, Ong e il gruppo musicale dei Sud Sound System che tennero un concerto a Dandora, slum poverissimo di Nairobi, proprio su esplicita richiesta di Were che di quel quartiere era responsabile per la città di Nairobi. Resta la rabbia e la tristezza per la violenza che si sta scatenando in quelle terre già dilaniate da anni di fame e sfruttamento"

"La Provincia di Lecce sin da queste ore confuse e drammatiche sta cercando di organizzare almeno un'iniziativa per ricordare l'uomo, il politico, l'amico Were, per esprimere tutto l'affetto possibile alla moglie e ai figli, per chiedere da Lecce come istituzioni locali e società civile 'Basta violenze in Kenia'". Questo invece - prosegue Calò -è quello che da Nairobi ci scrive un giovane reporter, Longinos Nagila, con cui siamo rimasti in contatto dallo scorso anno: "L'amore che prima ci univa è stato sostituito dall'odio e ogni gruppo etnico si sente più forte quanto è più forte l'odio per l'altro. Le donne vengono stuprate, non c'è più legge, né regole. Sembra che il popolo non abbia più sete d'acqua, ma solo del sangue dei propri fratelli. Conoscevo Were dai tempi del "Kigigi Africa", locale pubblico nei pressi della stazione a Lecce e sede per diversi mesi di un'esperienza bellissima di incontro culturale fra i cittadini immigrati di Lecce e i giovani salentini, specialmente studenti universitari, poiché quell'esperienza era nata insieme al Collettivo universitario, di cui facevo parte. Amava molto la musica reggae. Mi disse lo scorso anno, mentre giravamo per i quartieri più degradati di Nairobi: "Il reggae è la musica di tutti i sud, è la voce dei poveri, è il ritmo della rabbia, del riscatto, della speranza". Anche per questo l'ultimo suo appello, di appena ieri sera - conclude , era un concerto per la pace del gruppo musicale Africa Unite".


E parole di cordoglio giungono anche dal sindaco di Lecce, Paolo Perrone "E' un fatto che ci rattrista moltissimo e che ci lascia sgomenti", commenta il primo cittadino, che così prosegue: "Credo che la storia personale di Mugabe Were sia un grande esempio di integrazione. Da diversi anni viveva a Lecce, ha creato una famiglia con una nostra concittadina, nella nostra città ha anche intrapreso un'attività commerciale. In questi casi è fin troppo riduttivo dire che Lecce lo aveva semplicemente adottato, era un nostro concittadino a tutti gli effetti. Una figura brillante e di grande spessore come dimostra il suo attivismo politico e la recente elezione nel suo Paese, ma anche il suo operato nel sociale. Grazie a Mugabe, infatti, a Nairobi esiste un orfanotrofio e anche a Lecce si è occupato di bambini abbandonati. In questo momento ci sentiamo particolarmente vicini alla signora Maria Palma, ai loro tre figli e a tutti coloro che lo hanno conosciuto".

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