Cronaca

Dalla criminalità alla città. Ugento apre tre strutture per donne e minori

Cerimonia pubblica, giovedì 29, presso il municipio con l'assessore regionale Nicola Fratoianni, il Prefetto, Giuliana Perrotta, e il responsabile regionale di Libera. L'operazione è stata possibile grazie ai Pon sicurezza

UGENTO - E' finalmente arrivato a conclusione l'iter grazie al quale la comunità di Ugento potrà disporre di tre immobili confiscati alla criminalità organizzata. Si tratta di una residenza estiva per minori in condizioni di disagio, in località "Fontanelle", di un centro sociale rieducativo per persone sottoposte a provvedimenti restrittivi della libertà personale, in località "Paduli" e di un centro per minori, gestanti e madri con figli a carico, in via Tasso.

La cerimonia di "riconsegna" alla cittadinanza avverrà giovedì 29 marzo nella sala consiliare del Comune di Ugento alla presenza del sindaco, Massimo Lecci, del presidente dell'assise cittadina, Biagio Marchese, del vescovo della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, Vito Angiuli, del Prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta, dell'assessore regionale alla Legalità, Nicola Fratoianni, del presidente del Tribunale dei minori, Ada Luzza, e del referente regionale dell'associazione Libera, Alessandro Cobianchi e del presidente della Provincia, Antonio Gabellone.
 
“L’intervento ha un duplice valore”, ha dichiarato l'inquilino di Palazzo dei Celestini. “Il primo è quello strettamente simbolico, legato all’origine di questi beni, che vengono strappati alla criminalità e restituiti alla legalità. La seconda valenza è strettamente “funzionale”: si creano sul territorio delle strutture di eccellenza a sostegno degli interventi nel sociale, che vengono offerti a supporto di tutta la comunità salentina quali nuove occasioni di sviluppo sociale”. 
 
Gli interventi di recupero e trasformazione - 150mila euro, 166 e 400 i relativi importi - sono stati finanziati in gran parte con i Pon per la sicurezza e, in misura residuale, con fondi del bilancio comunale.
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