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Dalla Sicilia al Salento per truffare gli anziani. In tre finiscono a processo

Si tratta di tre uomini, tutti originari del Messinese. Le indagini sono state condotte dalla Squadra mobile di Lecce. Diversi gli episodi tra la fine del 2015 e l'inizio del 2017

LECCE – Si aprirà il prossimo 9 gennaio, dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Lecce, Sergio Tosi, il processo nei confronti dei tre imputati, P.F. 47 anni, R.D.N. 34 anni e S.B. 46 anni, tutti residenti a Messina e assistiti dall'avvocato Filippo Orlando, accusati di una lunga serie di truffe compiute soprattutto nei confronti di persone anziane. Le vittime, assistite dagli avvocati Mario Blandolino, Andrea Giuranna e Antonio Bacca, si costituiranno parte civile. I fatti contestati si riferiscono al periodo tra il novembre del 2015 e l'aprile del 2017.

Diversi gli episodi documentati dalle indagini condotte dalla Squadra mobile di Lecce. Emblematico il caso di un 83enne di un piccolo paese della provincia di Lecce. Il truffatore chiede alla vittima informazioni su un suo concittadino, destinatario di una grossa eredità. Qui entra in gioco il complice, che contribuisce a carpire la fiducia dell’anziano, cui il truffatore promette una generosa somma di denaro da consegnargli alla presenza di un notaio come donazione. In cambio, però, dovrà prima consegnargli una certa somma. La vittima acconsente e accompagnato dai due uomini, si reca in banca per prelevare 5mila euro e da consegnare ai truffatori. Ricevuto il denaro, i due gli chiedono copia della carta di identità da esibire al notaio in sede di rogito notarile. Mentre l’anziano cerca la sua carta di identità, la coppia si allontana facendo perdere le proprie tracce.

Le indagini hanno ricostruito spostamenti e mezzi utilizzati dagli imputati. Le verifiche effettuata dai poliziotti leccesi hanno appurato che la vettura era stata acquistata qualche giorno prima da un messinese di 46 anni, incensurato, ma assiduo frequentatore di suoi conterranei dediti alle truffe. I successivi accertamenti hanno messo in evidenza la presenza dell’uomo nella provincia di Brindisi proprio nella serata precedente al giorno del raggiro dell’anziano leccese. E proprio nella provincia di Brindisi erano state riscontrate diverse truffe, perpetrate con le stesse modalità, per un ammontare di circa 5mila euro.

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