Cronaca Via XXV Luglio

Danni del vento: pericolosa caduta di pezzi e barche affondate

Per due giorni si è sfiorata la burrasca nel Salento, con allerta gialla. A Lecce provvidenziale intervento all'ex Banco di Napoli di poliziotti e vigili del fuoco. A Otranto, problemi nel porto per diversi natanti ormeggiati

LECCE – Oggi il vento è calato, ma per due giorni il crollo vertiginoso delle temperature in provincia di Lecce è stato accompagnato da folate che sulla scala Beaufort hanno toccato punte fra i 7 e gli 8 gradi, sfiorando la burrasca. L’evento era atteso, tanto che era stata inviata tempestivamente un’allerta meteo gialla riguardante proprio il Salento e i bacini del Lato e del Lenne (provincia di Taranto).

I danni non sono mancati e hanno riguardato soprattutto il versante adriatico. Una piccola barca in vetroresina ormeggiata nel porto di Otranto è affondata, così come danni hanno riportato gozzi di legno e altre unità da diporto. Una brutta fine ha fatto anche un gommone di 7 metri: sono esplosi parte dei tubolari destri ad aria compressa a causa delle spinte continue del vento. E non è tutto. Nella zona di Punta Craulo le mareggiate hanno divorato una fetta di battigia. Meno male che non si sia avventurato in acqua qualche sprovveduto temerario. Tutta la temibile potenza del mare, da osservare in questi giorni a debita distanza, si può saggiare nel video.

Video: la violenza del mare

A Lecce, invece, nel primo pomeriggio del 25, provvidenziale è stato l’occhio di un agente di polizia della volante “Nibbio”, che ha notato qualcosa di anomalo osservando in alto, in direzione dell’ex Banco di Napoli, lo stabile acquistato di recente da una società di proprietà di René De Picciotto, il finanziere svizzero che ha una quota consistente nell’Unione sportiva Lecce, e al momento ancora in disuso.

All’altezza del secondo piano, c’era una tenda che sventolava come una bandiera da una finestra aperta. Nulla di anomalo, viste le raffiche, se non fosse stato che sventolavano molto pericolosamente anche un paio di sostegni, con il rischio (poi verificatosi) che si staccassero da un’altezza considerevole, finendo sulla testa di qualche passante. Fatto non improbabile, visto che il palazzo si trova in via XXV Luglio, all’angolo con via Trinchese, proprio nel punto d’accesso per piazza Sant’Oronzo. Praticamente, la zona pedonale più percorsa di Lecce.

La volante s’è fermata e i due agenti hanno bloccato il passaggio nelle vicinanze, per evitare che qualcuno potesse rimanere colpito da un’eventuale caduta. Cosa che, come detto, s’è verificata: due pesanti sostegni di alluminio sono piombati sul marciapiede, provocando un certo fragore, e un terzo sembrava in procinto di subire la stessa sorte. A quel punto, è stato necessario l’intervento di una squadra di vigili del fuoco, ma anche della polizia locale: per motivi di sicurezza, si sono dovuti momentaneamente rimuovere i cavi del filobus. Due pompieri sono poi riusciti a raggiungere un accesso laterale e a chiudere la finestra, rimettendo dentro la tenda con il terzo supporto in procinto di sganciarsi.

In generale, c'è stato (e c'è ancora) un ritmo di lavoro elevato, specie per i vigili del fuoco. Molti gli incendi boschivi (canneto, macchia e sottobosco), immancabili le cadute alberi e di tabelloni pubblicitari. Solo ieri, un grosso rogo nella pineta sulla Gallipoli-Alezio che ha rischiato di diffondersi proprio a causa del vento. 

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