Cronaca

Nassiriya dieci anni dopo. Una scuola in terra iachena ricorderà militare salentino

Nella strage del 2003 furono 19 gli uomini in divisa trucidati da quell'autobomba che dilaniò vite e famiglie. Tra queste, anche il caporal maggiore dell'Esercito, Alessandro Carrisi, di Trepuzzi. Perse la vita un mese dopo il suo arrivo in Iraq. Un istituto scolastico avrà il suo nome

I funerali dopo la straga (@TM News/Infophoto)

LECCE – Dieci anni dopo è come se quel boato continui a scuotere gli animi di una nazione sconvolta dalla tragedia, sembra che le immagini di quella palazzina sventrata a Nassiriya siano rimaste impresse nelle retine di tutti coloro che hanno vissuto quei momenti drammatici, scanditi dal suono della morte dei nomi dei 17 militari italiani uccise e dei due civili. Era il 12 novembre 2003: alle ore 10:40 ora locale, le 8:40 in Italia, un camion cisterna pieno di esplosivo esplose dinanzi la base Msu (Multinational Specialized Unit) italiana dei carabinieri, provocando l'esplosione del deposito munizioni della base e la morte di 19 persone tra carabinieri, uomini dell’esercito e civili. Il carabiniere Andrea Filippa, di guardia all'ingresso della base “Maestrale”, riesce ad uccidere i due attentatori suicidi, riuscendo a evitare che il camion non esplode all'interno della caserma ma sul cancello di entrata, scongiurando così una strage di più ampie proporzioni. Nell'esplosione rimase coinvolta anche la troupe del regista Stefano Rolla che si trovava sul luogo per girare uno sceneggiato sulla ricostruzione a Nassiriya da parte dei soldati italiani, e i militari dell'esercito di scorta alla troupe che si erano fermati lì per una sosta logistica.

Il Comando dell'Italian Joint Task Force (IJTF) si trovava a sette chilometri da Nassiriya, in una base denominata “White Horse”, distante circa quattro chilometri dal Comando USA di Tallil. Il Reggimento Msu/Iraq, composto da personale dei carabinieri italiani e dalla polizia Militare Romena, era diviso su due postazioni: la base “Maestrale” e la “Libeccio”, entrambe poste al centro dell'abitato di Nassiriya. Presso la base “Maestrale” (nota anche con il termine "Animal House"), che durante il regime di Saddam Hussein era sede della Camera di commercio, era acquartierata l'Unità di manovra. Presso la “Libeccio” aveva sede, sia il Battaglione MSsu che, il comando del Reggimento Msu/Iraq. Nell'attentato anche la “Libeccio”, distante poche centinaia di metri dalla prima, fu danneggiata dall'esplosione.

Anche il Salento pianse per quella strage e per la morte del primo caporal maggiore Alessandro Carrisi, nato a Campi Salentina il 26 agosto 1980, anche se avevo vissuto a Trepuzzi. Carrisi aveva lasciato il Salento ed il 27 agosto del 2002, dopo aver preso servizio come volontario nell' 85esimo Reggimento Verona per il corso di addestramento. Nel mese di dicembre dello stesso anno era stato trasferito a Butrio (Bo) al sesto Reggimento Trasporti. Il 12 ottobre 2003 era partito per l’Iraq, per partecipare alla missione di pace “Antica Babilonia”, con destinazione Tallil (aeroporto militare vicino a Nassiriya). Dopo appena un mese di permanenza sul suolo iracheno aveva perso la vita nell’attentato.

In terra irachena, Alessandro ha lasciato un bel ricordo di sé, sia tra i commilitoni che tra i ragazzi iracheni, dove fu apprezzato per la sua umiltà e generosità. Grazie ad una raccolta di fondi, fortemente voluta da Alessandro, è stata ricostruita a Nassiriya una scuola, intitolata a suo nome, per dare la possibilità di studiare ai bambini da lui tanto amati. II 20 giugno 2004 il comune di Trepuzzi ha deciso di intitolare la scuola elementare, che lui frequentò da bambino, in suo nome. I sottufficiali di Trepuzzi hanno invece voluto onorare la sua morte, intitolando la sezione di Trepuzzi dell'Associazione nazionale sottufficiali d’Italia.

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