Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

Tragedia nelle acque di Otranto. Annega una bambina di 10 anni

Il drammatico episodio è avvenuto nella tarda mattinata. La vittima si trovava con i genitori in località Baia dei Turchi, nella Città dei Martiri, quandoha perso la la vita. Sul posto, i sanitari del 118 per prestare soccorsi che si sono rivelati vani

Il luogo della tragedia.

OTRANTO - Una tragedia immensa, che lascia senza parole, quella che s'è consumata nella tarda mattinata di oggi nelle acque di Otranto. Un'onda, la corrente che l'ha trascinata via, poi l'annegamento. Aveva appena 10 anni, Thaira Minnella, di Poggiardo. E' sfuggita all'improvviso alla vista del padre, con cui aveva raggiunto zona Santo Stefano, una delle spiagge a nord di Otranto, nei pressi della Baia dei Turchi e dell'ex Club Med, per una delle ultime giornate al mare di quest'ultimo scorcio di estate. Poi, la scoperta della tragedia. La madre della piccola non era presente, perché al lavoro al momento del fatto.

Una giornata che doveva essere di festa, dunque, si è trasformata in un incubo. La vittima è morta intorno alle 11,30, nonostante i numerosi tentativi di tenerla in vita da parte dei sanitari del 118, allertati dai bagnanti che hanno avvistato la piccola. La corrente l'ha trascinata in lontananza, rispetto al punto in cui stava giocando in acqua con un'amichetta, sua coetanea. Sarebbe stata proprio quest'ultima a chiedere per prima aiuto, quando ha visto Thaira in difficoltà. D'altro canto, le condizioni non erano ottimali (vento e mare da nord 3-4, tra brezza tesa e ventgo moderato, informa l'ufficio circondariale marittimo di Otranto, fra i corpi intervenuti). 

Sul posto è giunto il personale  del 118,  con due autoambulanze. La prima proveniente da Conca Specchiulla, nei pressi di Otranto, l'altra da Scorrano. Ma i medici non hanno potuto fare nulla per salvare la bimba.  Quest’ultima, infatti, è stata sottoposta a vari tentativi di rianimazione, ma anche il massaggio cardiaco si è rivelato vano e per lei non c’è stato più nulla da fare. E' deceduta sotto gli occhi impotenti dei presenti, e nella disperazione del padre, che non trovano risposte a questa drammatica giornata, che la memoria non potrà più rimuovere.

In un primo momento la segnalazione era stata diversa, tanto che la centrale operativa della guardia costiera di Otranto aveva saputo di una caduta da un costone roccioso di circa 5 metri sulla spiaggia sottostante. Qualcuno, nei primi istanti, deve essere stato tratto in inganno dal luogo in cui è stato rinvenuto il cadavere della bimba, trascinato dalla corrente marina, che effettivamente poteva lasciar presagire quel tipo di dinamica.

Sul posto sono stati convogliati in un primo momento due motovedette e un gommone. All'arrivo, i medici erano già all'opera, ma un trasporto via terra del corpicino era oggettivamente difficile per il punto poco agevole in cui è avvenuto il rinvenimento. Per questo, la sala operativa dell'ufficio circondariale marittimo ha richiesto l'intervento di un sommozzatore dell'associazione di protezione civile "Tecnica" di Lecce e una moto d'acqua della società "Acquaspeed" di località Alimini. Tramite la loro assistenza, la bimba, ormai senza vita, è stata trasportata sulla motovedetta Cp 721 con una barella galleggiante e da qui a terra, nel porto di Otranto.    

Sul luogo dell'accaduto, per le indagini, sono sopraggiunti gli agenti di polizia del commissariato locale, guidati dal vicequestore aggiunto, Silvano Retucci. I poliziotti hanno ascoltato i testimoni dell'accaduto ed avviato i rilievi sul posto per cercare di ricostruire la dinamica di questa ennesima, tragica fatalità, che ha segnato profondamente l'estate salentina del 2013, lasciando sconvolta la comunità di Poggiardo.

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