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Martedì, 18 Giugno 2024
Il caso / Carmiano

Morta per un colpo di calore al “Fazzi” senza ghiaccio: arriva la versione dell’Asl

In una nota la ricostruzione dell’azienda sulla vicenda del decesso di una 59enne: “Offerte tutte le cure necessarie”. L’Ugl all’attacco: “Episodio inaccettabile”

LECCE/CARMIANO - Sarebbe morta per un colpo di calore al “Vito Fazzi” di Lecce, vittima della morsa del caldo e per l’assenza in struttura del ghiaccio necessario ad abbassare la temperatura corporea: è questa in sintesi la ricostruzione del decesso di una 59enne originaria della frazione di Carmiano, Magliano, avvenuto tre giorni fa e uscita nelle cronache locale.

Una storia controversa e delicata, che presenta diversi aspetti ancora da chiarire. Sulla vicenda è arrivata in queste ore una nota dell’Asl di Lecce, che prova a fare chiarezza nella ricostruzione dell’accaduto, precisando che “La donna è giunta nel pronto soccorso del Vito Fazzi di Lecce il 24 luglio alle ore 17.51, non il 21 luglio (come riportato in un articolo), già in coma ed è deceduta, per arresto cardiaco in ipertermia maligna, la notte tra il 24 e il 25 alle ore 1.17”.

“La signora – si legge ancora -, ci viene riferito dal pronto soccorso del nosocomio, ha ricevuto tutte le cure, rianimatore compreso, in emergenza ma non è fuoriuscita dallo stato di coma in cui era giunta”.

Questo perché era filtrato che fosse stato contestato l’accesso in pronto soccorso alla paziente: qui, gli operatori, da quanto si apprende, avrebbero cercato di abbassare la temperatura corporea utilizzando un lenzuolo intriso d’acqua fredda (e successivamente del ghiaccio inviato da una pescheria). Purtroppo ogni tentativo si è rivelato vano. Ma, come detto, molti aspetti restano da chiarire.

Intanto la polemica prosegue con Paolo Capone, leader Ugl, che parla di caso “di malasanità inaccettabile”: “È una tragedia immane – scrive in una nota -, che ci addolora profondamente e che mai avremmo voluto apprendere. Esprimo il profondo cordoglio dell'UGL ai familiari della vittima, ai quali va la nostra vicinanza e solidarietà in questo momento di grande dolore”.

“Non possiamo tacere – prosegue - dinanzi a quanto accaduto, il caldo è un'emergenza che da Nord a Sud sta attanagliando tutto il Paese, lavoratori inclusi, in tal senso, un ospedale dovrebbe avere tutto l'occorrente per curare qualsiasi tipo di emergenza. Attendiamo gli accertamenti della Magistratura per capire se si sia trattato di sottovalutazione, mancanza di cura o semplice disorganizzazione. Come sindacato vigileremo per garantire che il diritto alla cura dei cittadini sia adeguatamente tutelato in qualsiasi circostanza o emergenza”.

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