Domenica, 20 Giugno 2021
Cronaca

Degrado senza confini, alle "Vele" sul piede di guerra

I residenti di via Alessandria e piazzale Pisa, assediati dai rifiuti del mercato, denunciano una situazione che è andata sempre peggiorando. In altre zone, però, il quartiere Stadio è un cantiere

Via Alessandria, oggi.

LECCE - Non fai in tempo a scattare una fotografia che subito vieni richiamato da qualcuno che ti indica un altro "set" del degrado permanente della 167 B di Lecce, sul versante che guarda a Piazza Palio e a viale Giovanni Paolo II. Ce l'hanno con tutti, i residenti di piazzale Pisa e via Alessandria sono arrabbiati e sconfortati. Ce l'hanno con l'assessore all'Ambiente, Gianni Garrisi, ce l'hanno con il presidente di circoscrizione, Fabio Campobasso, ce l'hanno con la ditta incaricata per il servizio di raccolta rifiuti della zona. E, ancora una volta, tornano a segnalare, con un misto di rassegnazione e rabbia, la loro situazione.

Vivono in un quartiere che - per altri versi - in alcune aree è interessato da cantieri per la realizzazione di nuove strade, di abitazioni, di piste ciclabili e aree a verde, che vanno avanti a suon di finanziamenti, ma il loro orizzonte quotidiano era e resta l'abbandono testimoniato da tappeti di carte, buste e volantini, che si accumulano negli angoli scelti dal vento, di marciapiedi rotti, di materassi e indumenti abbandonati, di aiuole i cui contorni si ricavano come le tracce di insediamenti archeologici.

E' il fronte urbano che scopre il fianco al "bombardamento" del mercato bisettimanale e che da anni paga le conseguenze di colpe che non ha. Perché la provenienza di alcuni rifiuti è così palese che l'inciviltà dei cittadini non può essere tirata in ballo. Anche perché il conferimento "anarchico" della spazzatura e l'abbandono di carcasse di elettrodomestici e mobilia varia sono malvezzi non infrequenti anche in zone considerate "residenziali", sicuramente molto più della 167.

In fondo ogni quartiere ha la sue debolezze: almeno, da queste parti, non vedi Suv parcheggiati sui marciapiedi (che poi si rompono ma tanto paga la collettività) o lasciati in doppia e tripla fila davanti al bar nonostante venti metri più avanti ci sia un parcheggio. L'equazione che vuole più sporchi i quartieri popolari non è esattamente scientifica, e talvolta è una semplificazione di comodo - anche perché a fronte di servizi inefficienti o inesistenti, l'imbarbarimento delle abitudini di convivenza civile è conseguenza probabile.

Del resto, negli ultimi anni la situazione è peggiorata, affermano all'unisono i residenti che intanto continuano a pagare il tributo comunale sui rifiuti, senza avere in cambio un servizio adeguato alle esigenze di una zona che sopporta il carico non fisiologico di quanto resta sulla strada dopo che le centinaia di ambulanti autorizzati sono andate via. Ed oggi è giovedì, sono trascorse 72 ore dall'ultimo mercato. Via Alessandria è la linea Maginot di questa guerra impari, rispetto alla quale i mezzi messi in campo dall'amministrazione sono evidentemente sottostimati. E soccombono sotto il peso di carte che diventano trincee.

Scenario simile al dog-park, dall'altra parte della piazza. Gli amici a quattro zampe zampettano tra l'erba secca e le buste di plastica mentre a pochi metri l'isola ecologica chiusa e trasferita altrove in autunno - e successivamente bruciata - non è stata ancora rimossa. Da quando poi Piazza Palio è stata riqualificata con la struttura fieristica e per concerti, gli "assediati" delle Vele si lamentano per un ulteriore dazio: quello di distese di bottiglie abbandonate dopo gli eventi.

Stufi di questo andazzo, gli abitanti minacciano di non pagare più la tassa ed aspettano che i campanelli delle loro porte tornino a suonare, in occasione della campagna elettorale delle prossime amministrative. Questa volta hanno preso appunti di cui chiedere conto.

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