Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca

Delirio caccia alle quaglie, sequestrati 20 "richiami"

Le attrezzature, generatori di suoni acustici illegali per ingannare gli uccelli e quindi vietati dalle leggi che regolano la caccia, sono stati sequestrati dalla polizia provinciale durante la notte

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LECCE - In questo primo mese di attività venatoria, gli agenti di polizia provinciale hanno controllato oltre 100 cacciatori, elevando 12 sanzioni amministrative . E' il primo dato. Il secondo: una ventina di richiamami acustici vietati dalle leggi che regolano la caccia, nel caso specifico utili per le cattura delle quaglie, sono invece stati sequestrati, sempre dalla polizia provinciale, durante la notte, dopo un controllo a largo raggio nelle campagne di mezzo Salento.

Si dirà che i cacciatori sono una cosa, certo, bracconieri un'altra, ma va da sé che l'uso di queste apparecchiature clandestine alla fine giova, per un verso o per l'altro, ai patiti della caccia, regolare o meno che sia. E chi ci rimette le penne, è il caso di dire, è sempre la selvaggina.

I ritrovamenti dei richiami acustici sono stati compiuti nelle campagne dei comuni di Carpignano Salentino, Martano, Cannole, Palmarigi, Nardò, Surbo, Copertino, Leverano, Porto Cesareo e Lecce. Gli agenti hanno individuato i punti da cui provenivano i ripetuti versi artificiali e, con l'aiuto di torce elettriche e molta pazienza, hanno scoperto i nascondigli dei richiami.

Oltre dieci le unità della polizia provinciale impegnate per tutta la notte: numerosi gli appostamenti nelle campagne del Salento e centinaia di chilometri percorsi per quella che può definirsi una vera e propria "azione di bonifica" del territorio salentino disseminato dai congegni a funzionamento elettromagnetico adatti al richiamo delle quaglie stanziali e di passo autunnale. Le attrezzature, costituite da timer, batterie, registratori e altoparlanti esterni, riproducono fedelmente il verso delle quaglie. Solo che, giunte alla fonte dei suoni, piuttosto che trovare altre quaglie, hanno l'amara sorpresa di ritrovarsi impallinate o catturate con il lancio delle reti.

"L'uso di richiami acustici elettromagnetici integra il reato di caccia con mezzi vietati - spiega il Comandante della polizia provinciale di Lecce Antonio Arnò - ed è per questo che abbiamo deciso di incrementare i controlli in materia venatoria impiegando, in gran numero, mezzi e personale al fine di contrastare questa tecnica illegale di abbattimento del selvatico ormai diffusa tra i cacciatori".


Nessun bracconiere è stato avvistato ma le attrezzature sono state disinnescate e rimosse per evitare che i volatili attratti dal suono diventassero facile bersaglio di caccia.

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