Cronaca Parabita

Delitto Romano, una dinamica ancora da chiarire

L'autopsia svelerà alcuni dettagli sull'assassinio. E intanto emergono alcune incongruenze nella ricostruzione. De Salve ha detto di aver gettato l'arma sul corpo. Ma la pistola era vicino casa sua

omicidio

Sull'omicidio di Giorgio Romano, il 61enne di Matino, ma residente a Parabita, freddato con quattro colpi di pistola, ci sono ancora diversi tasselli tutt'altro che incastonati. Nella mattinata di ieri i militari della compagnia di Casarano insieme ai colleghi della stazione di Parabita hanno ritrovato la pistola utilizzata con ogni probabilità dall'assassino reo-confesso Vincenzo De Salve. Si tratta di una Steyer calibro 9 risalente al 1915. Era stata abbandonata in un canale di scolo poco distante dall'abitazione di De Salve e il suo ritrovamento anche per questo non è stato facile. Un'arma in cattivo stato di conservazione che il macellaio deteneva regolarmente come residuato bellico. La prima incongruenza sulle modalità dell'omicidio riguarda infatti il luogo in cui è stata abbandonata la vecchia pistola. L'omicida reo-confesso, nell'interrogatorio a caldo, avrebbe raccontato di averla gettata sul corpo della vittima.

Potrebbe essersi trattato di un errore causato dall'impeto emotivo oppure qualcuno, passato in un secondo momento sulla scena del delitto, potrebbe aver spostato l'arma da fuoco. Ipotesi che si vanno formando in queste ore. Per sciogliere i primi dubbi, si attende l'esito dell'autopsia sul corpo di Romano che verrà effettuata nella giornata di domani. Il sostituto procuratore Giovanni De Palma, titolare dell'indagine, attende il risultato dell'esame per accertare quali e quanti colpi siano stati fatali prima di mettere la parola fine sulle modalità dell'omicidio. L'interrogatorio di convalida dell'arresto, intanto, è stato fissato per la giornata di mercoledì. Sullo sfondo, un omicidio slegato dalle logiche e al tessuto criminale, che apre scenari su un sottobosco rimasto finora sottotraccia: il campo delle aste giudiziarie.


Un dossier è confluito sul tavolo del sostituto procuratore Francesca Miglietta. Vi compaiono i nomi di personaggi di vario spessore: intermediari, faccendieri, ed anche avvocati. E nel supervertice sulla sicurezza tenutosi a Gallipoli, dopo i due fatti di sangue (al vaglio anche il caso-Padovano), il sottosegretario agli interni Alfredo Mantovano ha assicurato che richiederà un'ispezione ministeriale all'interno degli uffici che si interessano delle aste giudiziarie.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Delitto Romano, una dinamica ancora da chiarire

LeccePrima è in caricamento