Falsi certificati e visite mediche inesistenti per il lavoratore “in nero”: in tre nei guai

I carabinieri del Nil di Lecce hanno denunciato due uomini, rappresentante legale di una ditta e gestore di un punto vendita e un terzo, esperto in prevenzione e sicurezza sul luogo di lavoro

Foto di repertorio.

LECCE – In tre nei guai, nei giorni scorsi, per aver prodotto e utilizzato dei falsi certificati e attestati per sfruttare i lavoratori “in nero”.  I militari del Nucleo ispettorato del lavoro di Lecce, a conclusione di un’ispezione eseguita assieme ai colleghi del Nucleo investigativo del Reparto operativo del comando provinciale di Lecce, hanno denunciato un uomo di Minervino di Lecce, il responsabile legale di un’attività di commercio all’ingrosso e al dettaglio di articoli e prodotti alimentari per animali domestici ocon sede nel capoluogo. In concorso con un professionista leccese, tecnico della prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro e con una terza persona, sempre di Minervino di Lecce, risultata responsabile di fatto dell’attività commerciale, aveva formato e fatto uso di falsi certificati e attestati di frequenza a corsi vari. I militari, all’esito dell’esame di tutta la documentazione aziendale acquisita e sequestrata e dai riscontri raccolti, hanno dimostrato che, a dispetto della loro apparente genuinità, tutti i certificati e gli atti sequestrati erano rigorosamente falsi.

Il datore, infatti, non aveva mai frequentato il corso di responsabile del servizio di prevenzione e protezione, non aveva mai tenuto al proprio dipendente il corso di informazione ai sensi previsto dalla normativa e tantomeno lo aveva mai incaricato dell’attuazione delle misure di primo soccorso, di prevenzione incendi ed evacuazione dei luoghi di lavoro previsto dalla legge, così come invece risultava dalla documentazione prodotta.

Non solo: i certificati e gli attestati hanno dimostrato in maniera falsa che il lavoratore era stato regolarmente avviato a una visita medica prima di essere occupato e che questi aveva superato con successo anche i previsti corsi di formazione e informazione. Lo stesso documento di valutazione dei rischi è risultato essere una stampa fotostatica, senza avere alcun riscontro nella realtà .Il tutto è stato pianificato con la determinante complicità del professionista e della terza persona, risultata gestire di fatto l’attività commerciale, per eludere i controlli ed evitare di incorrere nelle sanzioni salate previste dalle norme del Testo unico sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

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Nell’ambito dell’attività di indagine sono stati inoltre accertati e notificati provvedimenti amministrativi per l’occupazione “in nero” del dipendente, per un importo di 3mila e 100 euro e recuperati alle casse dell’Inps circa duemila euro di contributi omessi e ritardati. Il datore di lavoro è stato inoltre segnalato anche alla guardia di finanza per gli illeciti fiscali e tributari che scaturiscono dal pagamento in nero delle retribuzioni al dipendente mai assunto.

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