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Foto di repertorio.

Foto di repertorio.

Oltre 10mila euro di Rdc senza averne diritto: in due nei guai

Un 41enne ai domiciliari per associazione mafiosa e una ragazza di 23 anni, compagna di un altro detenuto, avrebbero percepito la somma da marzo scorso, senza comunicare all’Inps le posizioni

GUAGANANO – Il reddito di cittadinanza in tasca, ma percepito indebitamente. Finiscono in due nei guai.Si tratta di Francesco Ingrosso, un pregiudicato 41enne del luogo, ai domiciliari per associazione mafiosa e di C.C., di 23 anni. Quest'ultima è la convivente di un 37enne, a sua volta detenuto ai domiciliari (che, rispetto a lei, non risulta indagato in questa vicenda).

I carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro, al termine di accertamenti finalizzati a reprimere reati nel settore, hanno proceduto a deferire in stato di libertà i due dopo una serie di accertamenti. L'uomo, ristretto presso l'abitazione, avrebbe omesso di comunicare all’Inps la propria posizione di detenzione, percependo indebitamente dal mese di marzo 2020, 6mila e 580 euro.

La donna, invece, è stata accusata di non aver comunicato la posizione detentiva del proprio compagno. Percependo in questo modo, da marzo scorso, 4mila e 700 euro. In totale, dunque, fra una posizione e l'altra, sono state sottratte alle casse dello Stato, ingiustamente, oltre 10mila euro.

Quello di Francesco Ingrosso è un nome di spicco nell'ambito dell'operazione "Labirinto", un'operazione condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce con indagini affidate ai carabinieri del Ros che portò a smantellare due sodalizi criminali, per un vasto giro di stupefacenti, armi ed estorsioni nel Salento. Nel luglio del 2019 Ingrosso è stato condannato, in primo grado, nel processo con rito abbreviato, a ben 12 anni e 8 mesi di detenzione.    

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