Cronaca

Preleva 5 chili di datteri di mare e fugge. Ma le videocamere incastrano pescatore

Denunciato un uomo di Nardò, scoperto nell'Area marina protetta di Porto Cesareo. Sequestrato il kit per frantumare la roccia

I militari dopo il sequestro

PORTO CESAREO – Un pescatore neretino nella “rete” della guardia costiera. E’ stato infatti denunciato per la pesca abusiva di datteri, nei pressi della penisola della Strea, a Porto Cesareo. I militari dell’Ufficio locale marittimo del borgo ionico, infatti, hanno visionato i filmati del sistema di videosorveglianza dell’Area marina protetta di recente installazione.  I fotogrammi, che già in passato hanno permesso di scoprire comportamenti illeciti nei confronti dell’ecosistema, hanno testimoniato l’attività illegale del pescatore.  Tutti i suoi movimenti sono stati immortalati, assieme ai luoghi in cui, di volta in volta, il trasgressore ha nascosto i prodotti ittici per non essere scoperto. I militari hanno scorto un recipiente che conteneva ben cinque chilogrammi di datteri. 

E’ vietato dalla normativa raccoglierli, per limitare i danni ambientali derivanti dall’impiego di martelli e attrezzi simili utilizzati per divellere la roccia immersa.  All’arrivo della pattuglia via terra, il pescatore, ignaro di essere stato filmato in tutte le fasi della raccolta del mollusco vietato, ha negato la proprietà del pescato.  Ma subito dopo aver negato la raccolta illegale, si è persino sottratto al fermo fuggendo a bordo del proprio furgone. Nel giro di alcuni minuti, attraverso il numero della targa, gli uomini della capitaneria sono risaliti all’identità dell’uomo e alla sua residenza. E’ scattata la perquisizione del veicolo, all’interno del quale è stato rinvenuto e poi sequestrato tutto il kit per la pesca subacquea e quello per frantumare e la roccia. 

IL VIDEO
 
Su disposizione della Procura della Repubblica di Lecce, il pescatore è stato denunciato in stato di libertà non solo per reati derivanti dalla pesca del dattero di mare, ma anche per reati ambientali relativi alla distruzione e deturpamento di bellezze naturali site nella zona “C” dell’Area marina protetta. Risponderà anche  di resistenza a pubblico ufficiale.

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