Pagano 600 quintali di sanpietrini con assegni scoperti. Due truffatori nei guai

Un 23enne e una donna di 31 anni sono stati denunciati per aver messo su un piano ai danni di un imprenditore di Alezio. Hanno commissionato un'ingente quantità delle tipiche pietre per realizzare il lastricato, facendola recapitare sul Gar di Roma. Ma, al momento del pagamento, è emerso il raggiro

I sanpietrini (@TM News/Infophoto)

ALEZIO – L'amore per l'urbanistica è costata loro molto cara. In due sono finiti, nel corso della giornata, nei guai con l’accusa di truffa. Si tratta di C.P., napoletano di 23 anni, e di R.C.P., ragazza rumena di 31. I carabinieri della stazione di Alezio sono arrivati ai due nominativi dopo indagini partite nel mese di settembre. Quando, un imprenditore edile  del posto, sporse una querela contro ignoti per truffa. La vittima, pochi giorni prima, era stato contattato via mail da una ditta di Tivoli, la quale gli aveva ordinato 600 quintali di sanpietrini da consegnarsi direttamente nella cittadina vicino alla Capitale.

La successiva trattativa per il prezzo e il pagamento sarebbe avvenuta tramite contatti telefonici. Il pagamento concordato era in assegni per un valore di oltre 10mila euro. L’imprenditore ha caricato i 600 quintali di merce su due tir e li ha spediti nella cittadina laziale. I primo dubbio sulla genuinità della trattativa è sorto nel momento in cui, durante il viaggio, gli aspiranti acquirenti avevano cambiato all’ultimo momento il luogo della consegna che da Tivoli era divenuto un parcheggio lungo il Grande raccordo anulare. Effettivamente, però, sul posto i dipendenti dell’imprenditore salentino hanno trovato un camion e due persone ad attenderli, con in mano due assegni, per un controvalore di 13mila e 500 euro.

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 La consegna della merce, dunque, è avvenuta senza problemi di sorta. Uno scrupolo, tuttavia, aveva portato uno dei dipendenti ad annotare la targa del camion dei compratori, ma tale scrupolo sarà poi essenziale per le indagini. Gli assegni, infatti, si sono rivelati scoperti e così l’imprenditore ha sporto denuncia. Dall’analisi dei tabulati telefonici e telematici, con riferimenti alle chiamate ed alle mail ricevute, nonché dagli accertamenti sulla targa del mezzo e sulle descrizioni degli acquirenti fatte dai dipendenti, i carabinieri di Alezio sono giunti ai due responsabili e scoperto che il primo era già noto alle forze dell’ordine per reati dello stesso tipo.

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