Si fingeva un 14enne per adescare una ragazzina con pesanti avance

Un anno, con pena sospesa, per un 32enne campano. Inviava immagini pornografiche e chiedeva che lei facesse autoerotismo

LECCE – Si era finto un 14enne per adescare un ragazzina. Una trappola tesa usando i social. Prima usando toni gentili, un garbo quasi inusuale, di questi tempi; poi, via via, avanzando richieste sempre più esplicite. Erano stati gli agenti di polizia del commissariato di Gallipoli a svelare l’identità del finto adolescente. In realtà, un uomo già all’epoca trentenne (oggi ne ha 32) di Battipaglia, in provincia di Salerno. Oggi, per quella vicenda, per la quale rispondeva di adescamento di minore, V.G. ha patteggiato 1 anno di reclusione, con pena sospesa, davanti al giudice Sergio Tosi.

Dopo i primi approcci galanti, quasi da principe azzurro, la situazione aveva ben presto assunto tutt’altra piega. E la ragazzina era scivolata in un verso e proprio incubo. Riuscito a ottenere il suo numero, usando Whatsapp, lo sconosciuto aveva infatti iniziato a tempestarla di messaggi provocatori, video e immagini pornografiche, con avance spintesi fino alla richiesta di sesso a distanza, sollecitandola a compiere atti di autoerotismo, cercando di ottenere delle foto di lei nuda e inoltrandole, in cambio, quelle del suo organo genitale.   

Le confidenze fatte alla madre

Durante l’estate del 2017, la madre della ragazza, dell’hinterland di Gallipoli, si era accorta di comportamenti della figlia sempre più nervosi, fino ad apparire quasi tormentata. Finalmente, lei si era confidata e le aveva svelato che, ovunque si trovasse, ecco arrivare di continuo contenuti audio espliciti e video con organi sessuali in vista.

I genitori, così, si erano presentati presso il commissariato denunciando i fatti. Le indagini avevano condotto i poliziotti verso la Campania. E in breve si era scoperto che dall’altro capo del telefono, c’era qualcuno che di anni ne aveva il doppio di quelli dichiarati alla ragazzina. Nel procedimento, la famiglia s’è costituita parte civile con l’avvocato Cosimo Finiguerra. Il 32enne di Battipaglia era difeso dall’avvocato Giovan Battista Cervo.

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