Domenica, 20 Giugno 2021
Cronaca

Derby & combine, l'accusa chiede una condanna a due anni per Semeraro e Quarta

La Procura di Bari presenta il conto nel processo penale in svolgimento a Bari e relativo alla presunta combine nel derby del 15 maggio 2011. Una gara comprata, secondo l'accusa, dal club salentino per una cifra vicina ai 230mila euro. Imputati l'ex presidente del Lecce Pierandrea Semeraro, l'imprenditore Carlo Quarta e Marcello Di Lorenzo

@TM News/Infophoto

LECCE – L’accusa presenta il conto nel processo penale in svolgimento a Bari e relativo alla presunta combine nel derby del 15 maggio 2011. Una gara comprata, secondo la Procura di Bari, dal club salentino per una cifra vicina ai 230mila euro. Un processo che vede imputati, con l’accusa di frode sportiva, l'ex presidente del Lecce Pierandrea Semeraro, l'imprenditore Carlo Quarta e Marcello Di Lorenzo, amico dell'ex difensore del Bari. Il pubblico ministero al termine di una lunga e puntuale requisitoria ha chiesto due anni (il massimo della pena secondo quanto previsto dalle vecchie norme poi riformate) per i tre imputati. Una richiesta, quella della pubblica accusa, avvalorata dalle arringhe degli avvocati di parte civile Giuseppe Milli e Francesco Calabro, che hanno ricostruito la vicenda giudiziaria e il prezzo che i tifosi giallorossi hanno dovuto pagare in una vicenda che ha segnato la stira del club salentino e di un’intera città.

Figura centrale della presunta combine Andrea Masiello, ex capitano del Bari calcio e che, secondo i magistrati baresi, avrebbe, nel doppio ruolo di “corrotto e corruttore”, alterato il risultato di alcune gare, tra cui proprio il derby incriminato, oggi in aula ha deposto uno dei suoi complici: Fabio Giacobbe. Masiello, e Gianni Carella, accusati anche di associazione per delinquere perché coinvolti in più di una combine, hanno già patteggiato rispettivamente una pena di un anno e 10 mesi, e un anno e 5 mesi per le presunte partite truccate Bari-Lecce, Palermo-Bari, Bari-Sampdoria e Bologna-Bari. A Semeraro, Quarta e Di Lorenzo l’accusa contesta un solo episodio di frode sportiva, quello relativo al derby.

Dinanzi al giudice Valeria Spagnoletti, Giacobbe ha ricalcato la versione di Masiello e Carella, raccontando dell’incontro e dei contatti avuti prima del derby. Poi ha spiegato di aver accompagnato i suoi due amici il 22 agosto all'Hotel Tiziano di Lecce. Lì un avvocato avrebbe consegnato loro una valigetta con i soldi.

Del processo fanno parte anche circa 150 tifosi giallorossi, ammessi tra le parti civili e assistiti, in gran parte (ben 71), dagli avvocati Giuseppe Milli e Francesco Calabro. Si tratta di una costituzione storica e unica nel suo genere, destinata a creare un precedente importante nella giurisprudenza nostrana. L’udienza è stata aggiornata al prossimo 26 novembre, data in cui dovrebbe essere pronunciata la sentenza.

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