Detenuto provoca incendio in cella: salvato dagli agenti che restano intossicati

Nuovo episodio di intemperanza stamattina nel carcere di Borgo San Nicola denunciato dall’Osapp. Appello al ministro per la carenza di organico della polizia penitenziaria

LECCE - Una situazione  sempre più incandescente e pericolosa quella vissuta nei meandri del carcere di Lecce dove questa mattina l’incolumità di detenuti e agenti è stata messa ancora una volta a rischio dall’ennesimo episodio di intemperanza. Con un atto sconsiderato uno dei reclusi ha provocato volontariamente un incendio all’interno della stanza di pernottamento generando il caos. Solo il pronto intervento del personale della polizia penitenziaria operante nella sezione interessata ha scongiurato il peggio anche se, nel corso dell’intervento, almeno cinque agenti sono rimasti intossicati. Una volta domato il rogo, e messa in sicurezza la stanza interessata dall’incendio, il detenuto responsabile del gesto è stato assistito e trasferito in un’altra ala del carcere.

L’episodio è stato reso noto dal segretario generale aggiunto dell’Osapp (l’organizzazione sindacale autonoma della polizia penitenziaria), Pasquale Montesano, che ha evidenziato ancora una volta il grido d’allarme sull’emergenza sicurezza e sullo stato di abbandono in cui versa il personale della polizia in servizio presso l’istituto di Borgo San Nicola. “Mai come in questo periodo viviamo un drammatico momento di completo stato di abbandono e la polizia penitenziaria si trova sempre più sola e in condizioni disumane a risolvere le criticità che si presentano nel quotidiano con grave penuria di personale senza strumenti e mezzi” lamenta il responsabile del sindacato Osapp, “non si conoscono le motivazioni del grave gesto attuato dal detenuto nella giornata di oggi, ma da tempo come sindacato denunciamo violente aggressioni, offese, sputi ed altro riservato nei confronti del personale di polizia penitenziaria. Ma anche questa mattina, solo grazie alla prontezza del medesimo personale, si è potuta evitare una grave tragedia. In condizioni estreme gli agenti hanno portato a termine, con spirito di abnegazione e senso del dovere il proprio lavoro nonostante la gravissima penuria di personale e il grave sovraffollamento dell’istituto penitenziario”.

A seguito dell’ennesima emergenza e all’intervento provvidenziale degli agenti che hanno evitato, anche in questo caso, conseguenze drammatiche dal sindacato degli agenti penitenziari è partito un nuovo e accorato appello rivolto al ministro Bonafede al quale è stato chiesto di dichiarare lo stato di emergenza e la convocazione di un tavolo tecnico-istituzionale per affrontare in maniera definitiva le criticità che attanagliano la polizia penitenziaria non solo a Lecce, ma in tutte le carceri pugliesi. Nel contempo anche in Puglia, dopo il Molise, l’Osapp, ha confermato lo stato di agitazione del personale. “Quanto sta accadendo, è inammissibile e intollerabile e ci risulta assai difficile comprendere come la politica sia in silenzio assordante sugli annosi problemi delle carceri pugliesi e non solo” conclude il segretario Montesano, “continuiamo da tempo a denunciare lo stato di malessere  cui vivono uomini e donne della polizia penitenziaria nella totale sordità del mondo politico, del ministro e di chi ha responsabilità  dell’amministrazione penitenziaria. Il nostro plauso continua ad andare agli uomini e donne della polizia penitenziaria che nonostante le notevoli difficolta continuano a garantire l’ordine, la sicurezza e il trattamento nell’ambito delle strutture territoriali”.

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