Cronaca

Di nuovo in cella l'autore delle bizzarre rapine con l'arma della psicologia

Nemmeno tanto fortunato, una volta gli esplose la "mazzetta civetta" in mano. Il leccese colpiva nel 2014 in quel di Pescara

LECCE – Deve scontare due anni di pena residua e cinque di interdizione dai pubblici uffici per una serie di rapine aggravate compiute in passato in Abruzzo. Aggravate, sì, ma decisamente curiose per la tecnica (le uniche, vere armi, quelle della pressione psicologica) e nemmeno tanto fortunate, visto che s’è infilato in un mare di guai per aver agito a volto scoperto e, soprattutto, per aver pescato dal mazzo la “mazzetta civetta” rivelatrice.

Così, ieri pomeriggio, i poliziotti della Divisione anticrimine di Lecce,  su ordine del Tribunale di Pescara,  hanno arrestato e condotto in carcere Marco Castrignanò, 33enne leccese.

Castrignanò, che all’epoca era peraltro già sorvegliato di pubblica sicurezza e si sarebbe dovuto trovare a Lecce, fu sorpreso nell’ottobre del 2014 a rapinare la banca Tercas di Pescara. Entrato a volto scoperto e semplicemente simulando di avere un’arma in tasca, s’impossessò di ben 12mila euro. Peccato che in mezzo ai soldi c’era la già citata “mazzetta civetta”, che esplose rilasciando inchiostro. Avvolto da una nebbia rossa, barcollando nel vano tentativo di acchiappare le banconote svolazzanti e alla fine costretto a mollare tutto, fu (ovviamente…) ben notato dai passanti e poi bloccato dalle volanti di polizia.

Mentre era in carcere, gli giunse poi dalla squadra mobile pescarese la notifica di un secondo arresto, sempre per rapina, presso un altro istituto di credito di Pescara, la Carichieti, avvenuto a settembre. Nel frattempo, infatti, era stato riconosciuto e accusato anche per quell’episodio. In quel caso, in piena mattinata, entrò in banca e, semplicemente posando una busta sul bancone, davanti a una dipendente, le chiese di riempirla di denaro, rassicurandola: “Fai così e non ti succederà nulla”. Potenza della suggestione: riuscì a raggranellare 6mila euro. Insomma, agiva "con la sola imposizione delle mani", come direbbe il mago Oronzo, impersonato da Raul Cremona, ma i trucchi non l'hanno salvato dal carcere.

Espulso trafficante di droga albanese

Personale della polizia ha accompagnato ieri sera alla frontiera di Brindisi un cittadino albanese di 58 anni, pluripregiudicato per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e produzione, traffico e detenzione, sempre di droga.

Ristretto presso la casa circondariale di Lecce, in stato di detenzione per custodia cautelare, risultava destinatario di un decreto emesso dalla Questura di Vicenza, per la revoca del permesso di soggiorno nell’Unione Europea per soggiornanti di lungo periodo.

La Divisione immigrazione, accertata l’esistenza e la gravità dell’attività commesse dall’uomo, ha ottenuto la convalida del provvedimento d’espulsione e, subito dopo, ha accompagnato lo straniero in frontiera, a Brindisi.

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