Cronaca Via Michele De Pietro

Uffici della Dia, Motta paventa un nuovo rischio chiusura

A margine della conferenza di ieri il procuratore capo avrebbe ribadito il timore che vengano soppresse le sedi periferiche. Il Movimento Regione Salento: "Non scherziamo con la sicurezza"

LECCE - E' stata poco più di una battuta, ma non è passata inosservata. Anche perchè riprende un timore espresso poche settimane addietro: quello che gli uffici leccesi della Direzione investigativa antimafia possano cadere sotto la scure dei tagli previsti nella riorganizzazione degli uffici giudiziari sul territorio nazionale. Ieri, a margine della conferenza stampa per l'operazione che portato all'arresto di undici persone della provincia di Brindisi, il procuratore capo Cataldo Motta ha espresso l'auspicio che interventi repressivi del genere possano contribuire a mantenere operativa la sezione nel capoluogo salentino. 

Solo poco più di un mese addietro  è stata presentata un'interrogazione parlamentare nella quale Teresa Bellanova, del Pd, prendendo spunto da un articolo comparso su una testata nazionale, chiedeva lumi ufficiali sulle voci di dismissione della sede di Lecce, insieme ad altre sparse in tutta Italia. E quella richiesta giace ancora nei cassetti della Camera - sottolinea oggi l'esponente democratica - al di là delle rassicurazioni espresse a mezzo stampa e nella commissione competente.

L'accenno di ieri da parte di Motta ripropone dunque d'attualità la questione.  "Una battuta che tuttavia ci impensierisce e ci preoccupa - è scritto in un comunicato della Regione Salento - perché non vorremmo che in questo clima da basso impero non si comprendesse bene ciò che è inutile realmente, e va perciò tagliato, e ciò che invece è indispensabile e deve restare sul territorio".

bellanova-15-2Secondo il movimento autonomista è assurda l'ipotesi di un accorpamento nell'unica sede di Bari degli uffici siti presso la Procura di Lecce: "Il diritto alla sicurezza di ogni cittadino onesto va nella direzione esattamente contraria a quella della centralizzazione, anzi ha bisogno di presenze diffuse. L'attività investigativa e quella giudiziaria non possono essere pensate in termini di costi da ridurre, così da espiantarle da un territorio per sommarle alle solite sedi regionali baresi, ecco perché combattiamo la battaglia per la Regione Salento, per dare dignità e ruolo al nostro territorio e per evitare di essere privati di tutti quei servizi fondamentali per la nostra gente".

Teresa Bellanova: "Quella di Mantovano era la strategia della negazione" 

Sulla vicenda è tornata anche la deputata Teresa Bellanova, con un comunicato. "Il dato di fatto è che tra le strutture maggiormente penalizzate dal governo di cui Mantovano faceva parte, in termini di risorse umane e professionali, figura la Dia, fortemente voluta da Giovanni Falcone e istituita nel 1991. Ma nonostante la riduzione di fondi passati dal 2001 a oggi da 28 a 15 milioni di euro, grazie alla professionalità degli operatori Dia, sono in aumento i risultati conseguiti in materia di monitoraggio degli appalti e di sequestri che, dal 2009 al primo semestre 2011 hanno raggiunto l'importo di 5,7 miliardi di euro di beni sequestrati e 1,2 miliardi di euro di beni confiscati".

"Credo, quindi, non sia un caso se, a margine della presentazione dell'ennesima brillante operazione della Dia, oggi si aggiunga anche il Procuratore Motta a farmi buona compagnia in quella preoccupazione. Se un addetto ai lavori di questo calibro, direttamente interessato, rilancia l'allarme su quel rischio diventa evidente a tutti come quel “telegramma” di Mantovano rientrasse nella nota strategia della negazione, senza se e senza ma, di quel Governo il cui fallimento è stato oramai universalmente riconosciuto".

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