“Diarchia”, in appello sconti di pena per sei. Anche per Tommaso Montedoro

Un solo, vero, colpo di scena: l'assoluzione dal 416 bis per Ivan Caraccio. Giudicati in dodici, per la metà conferme in toto

L'auto di Spennato crivellata di colpi.

LECCE – Un’assoluzione dall’accusa di associazione di tipo mafioso e pena ridotta per altri cinque. Per il resto, condanne confermate. Si è concluso così il processo d’appello a carico di dodici imputati nel processo scaturito dall’operazione “Diarchia” che, all’alba del 30 maggio 2017, inflisse un duro colpo agli affari illeciti di un gruppo criminale operante sul comprensorio di Casarano. I dodici in questione erano stati giudicati con il rito abbreviato il 26 marzo scorso e ora, per alcuni, le pene sono state riviste al ribasso.

Si può affermare che questa sera vi sia stato un solo, reale, colpo di scena. I giudici della Sezione unica penale della Corte d’appello di Lecce (presidente Vincenzo Scardia), infatti, hanno assolto dall’accusa del 416 bis, per non aver commesso il fatto, Ivan Caraccio, 32enne di Casarano. In primo grado aveva avuto 10 anni, ma in appello la pena a suo carico è scesa a 4 anni e 6 mesi, più 18mila euro di multa. E se in un primo momento aveva subito anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, ora questa è passata a cinque anni.

Di una lieve riduzione di pena hanno poi goduto Damiano Cosimo Autunno, 53 anni, di Matino, e Giuseppe Corrado, 47, di Ruffano: da 12 anni e 8 mesi in primo grado a 12 anni. Più sostanzioso, invece, lo sconto per Domiria Lucia Marsano, 42enne di Lecce: dai 7 anni e 4 mesi, più 19mila euro di multa, iniziali, a 5 anni e 8 mesi in appello, con sanzione pecuniaria immutata, ma con interdizione dai pubblici uffici passata da perpetua a cinque anni. Anche l’ex boss e poi collaboratore di giustizia, Tommaso Montedoro, 43enne di Casarano, ha avuto una riduzione corposa. In primo grado, infatti, era stato condannato a 15 anni e 4 mesi di reclusione, in appello la pena è scesa a 11 anni, 10 mesi e 20 giorni (con eliminazione della misura di sicurezza della libertà vigilata per due anni).  Condanna leggermente rivista, infine, anche per Maurizio Provenzano, 47enne di Lecce: da 7 anni e 20mila euro di multa a 6 anni e 8 mesi (sanzione immutata).  

Restano immutate, invece, le altre condanne: per Luca Del Genio, 28 anni, di Casarano e Antonio Andrea Del Genio, 34, di Casarano, 20 anni di reclusione ciascuno; 12 anni e 8 mesi per Giuseppe Corrado, 46enne di Ruffano; 8 anni e 8 mesi per Lucio Sarcinella, 23enne di Casarano; 8 anni per Marco Petracca, 43enne di Casarano; 2 anni e 8 mesi, più 12mila di multa, per Sabin Braho, 32enne di origini albanesi ma residente a Brindisi; un anno, un mese e un giorno, più 2.660 euro di multa per Salvatore Carmelo Crusafio, 44, residente a Matino. Le motivazioni saranno rese entro novanta giorni.

L’indagine fu condotta nel periodo intercorrente fra l’ottobre del 2016 e il maggio del 2017 dal Reparto operativo e dal Nucleo investigativo dei carabinieri di Lecce, mettendo in luce il processo di riorganizzazione del sodalizio mafioso diretto da Tommaso Montedoro. Tutto nato in seguito a due gravi fatti di sangue avvenuti a Casarano il 26 ottobre 2016, l’omicidio di Augustino Potenza, ritenuto pezzo da novanta della Scu, e il 28 novembre successivo, il tentato omicidio di Luigi Spennato (attribuito a Luca e Antono Andrea Del Genio), episodi, secondo gli investigatori, legati da un unico filo conduttore, fino a segnare in maniera definitiva la frattura interna al gruppo maturata nell’ambito del controllo del traffico illecito degli stupefacenti sul territorio e del reimpiego dei proventi illeciti in attività normali.

Gli imputati erano difesi dagli avvocati Carlo Martina, Attilio De Marco, Sergio Luceri, Giuseppe Corleto, Elvia Belmonete, Mario Coppola, Antonio Venneri, Simone Viva, Ladislao Massari. Andrea Stefanelli. Il Comune di Casarano si era costituito parte civile con l’avvocato Francesco Vergine. In questo caso, gli imputati, eccezion fatta per Crusafio, sono stati condannati alla refusione delle spese.

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