Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Ordinanza per la sicurezza: diffida a sindaco, prefetto e comandante della polizia locale

Il coordinamento provinciale del sindacato Diccap si esprime sul provvedimento emanato dal primo cittadino per via Duca degli Abruzzi, in vigore dal 30 aprile, lamentando la cronica assenza di tutele e garanzie per gli operatori del corpo

LECCE – Non vogliono essere considerati agenti di serie B le donne e gli uomini del corpo di polizia locale di Lecce. Il coordinamento provinciale del Diccapp – Dipartimento autonomie e polizie locali – ha diffidato il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, il prefetto, Giuliano Perrotta e il comandante del corpo, Donato Zacheo, dall’impiegare gli agenti se non con le adeguate garanzie di sicurezza e sempre in sinergia con altre forze di polizia nelle attività previste dall'ordinanza, in vigore dal 30 aprile, relativa a via Duca degli Abruzzi.

Il provvedimento impone una serie di divieti rispetto alla vendita di alcolici e ai comportamenti che devono essere evitati, come anche quello di sedersi per terra. Secondo il Diccap si tratta di un tema di pubblica sicurezza sebbene ammantato di una veste amministrativa. Come se, con delle semplici sanzioni, si potesse normalizzare un fenomeno che fino ad ora non è stato possibile arginare con altri mezzi, quelli della polizia di Stato.

Gli operatori di polizia locale aderenti al sindacato lamentano una serie di criticità: tra queste il fatto di non avere in dotazione sistemi di protezione individuale né di difesa, a parte la pistola di ordinanza per i casi estremi e non si vedono riconosciuta la dipendenza da causa di servizio per le lesioni o le menomazioni riportate durante il lavoro né gli è riconosciuto l’equo indennizzo.

Gli agenti, scrive il coordinatore provinciale del Diccap, Antonio De Iaco, “non prendono più, a Lecce e solo a Lecce, l’indennità di rischio. Infatti poiché la polizia locale fa servizio anche in strada, il sindaco ha ritenuto che un euro lordo al giorno (effettivo di servizio) fosse una cifra esorbitante da sborsare per l’amministrazione comunale, e non dovuta, come spiegato con grande enfasi agli organi di stampa. Forse in quella circostanza chi ha preso la decisione ha preferito vedere gli operatori di polizia locale nel loro inquadramento contrattuale di dipendenti degli enti locali ed ha pensato ad impiegati comunali amministrativi, non a forze di polizia”.

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