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Dopo l’esposto dei familiari

Dimesso per fibrillazione atriale, muore il giorno dopo. Aperta inchiesta in procura

Saranno gli esiti degli accertamenti e soprattutto la relazione del medico legale a fare chiarezza sulla morte di un pensionato 75enne di Lecce avvenuta nel periodo di Pasqua dopo essere stato dimesso dall’ospedale dopo un malore in casa. Tre i medici indagati

LECCE - Saranno gli esiti degli accertamenti della procura e soprattutto la relazione del medico legale Alberto Tortorella, che ha eseguito l’autopsia su incarico dell’autorità giudiziaria, a fare chiarezza sulla morte di un pensionato 75enne di Lecce, Oronzo Lippolis, avvenuta nel periodo di Pasqua, nell’aprile scorso, dopo essere stato dimesso, una prima volta, dall’ospedale “Vito Fazzi” per quella che i medici hanno refertato come una “semplice” fibrillazione atriale.

L’uomo il giorno dopo il suo rientro a casa, dopo un nuovo malore, è deceduto e a nulla sono valsi i tentativi di rianimarlo da parte del medici del 118 intervenuti sul posto dopo la chiamata d’emergenza.                

Come atto dovuto, il sostituto procuratore Luigi Mastroniani titolare del fascicolo d’inchiesta, ha già iscritto sul registro degli indagati tre medici del pronto soccorso dell’ospedale leccese chiamati a rispondere per la morte in ambito sanitario per responsabilità colposa.

Ovviamente sulla vicenda, che è ora in una fase di stallo in attesa degli esiti dell’autopsia disposta dalla procura e già eseguita dal medico legale, deve essere fatta piena chiarezza come hanno chiesto i parenti dell’anziano deceduto.

Il tutto per capire se la morte del loro congiunto poteva essere evitata o se nell’operato del personale medico siano imputabili delle condotte “superficiali” o “negligenti” per non aver, ad esempio, provveduto al ricovero in Cardiologia di Lippolis dopo l’arrivo e le visite condotte in pronto soccorso e il periodo di osservazione che si sono conclusi nel pomeriggio del giorno successivo. Dopodiché l’uomo è stato dimesso con la diagnosi di fibrillazione atriale e la relativa terapia domiciliare.

A far avviare l’inchiesta infatti sono stati proprio i familiari del 75enne che tramite il proprio legale, l'avvocato Tommaso Donvito, hanno presentato un esposto-querela per chiarire i fatti accaduti tra il 16 e 17 aprile scorsi. La procura dopo l’acquisizione delle cartelle cliniche ha poi disposto anche l’autopsia accogliendo la richiesta di riesumazione della salma da parte del legale della famiglia.  

Era proprio il sabato della vigilia di Pasqua quando Oronzo Lippolis dopo un improvviso malore si è accasciato in terra nella sua camera da letto. Chiamata subito l’ambulanza del 118, i sanitari hanno disposto il trasferimento presso il pronto soccorso del “Vito Fazzi” per una presunta “anomalia alla valvola atriale”. Una volta giunto in ospedale il 75enne è stato preso in carico e visitato dai medici ed è rimasto in reparto sino al pomeriggio del giorno successivo.

Dopodiché, secondo quanto ricostruito anche nell’esposto presentato dai familiari, Lipollis è stato dimesso, con le rassicurazioni dispensate a moglie e parenti, che la fase di criticità fosse superata  e che la diagnosi era quella di una fibrillazione atriale. Ma già dal rientro in casa l’anziano ha continuato ad avvertire respiro affannoso e stanchezza, senza ulteriori complicanze.

La situazione si è trascinata così sino al lunedì di Pasquetta, quando poi, in serata, l’uomo ha allertato la moglie, dicendo di non sentirsi bene ed avvertendo un altro malore, accasciandosi sul divano ed irrigidendosi. Stavolta l’intervento dei medici del 118, giunti dal presidio di Galatina dopo 45 minuti, non ha potuto nulla e il 75enne è spirato da lì a poco per arresto cardiaco. Una situazione tragica, precipitata nel volgere di poche ore, e sulla quale ora sarà la procura a dover fare piena chiarezza.                     

  

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