Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Ateneo, Miccolis si è dimesso. Al suo posto una reggente pro tempore

L'ex direttore generale, indagato, ha rimesso l'incarico. Al suo posto, fino al prossimo consiglio di amministrazione, è stata indicata Claudia De Giorgi. I sindacati chiedono la sospensione dei concorsi in calendario in questi giorni

Alle spalle del rettore, Domenico Laforgia, l'ex direttore generale, Emilio Miccolis.

 

LECCE – Emilio Miccolis ha rassegnato le dimissioni da direttore generale dell’Università del Salento. La comunicazione ufficiale dell’ateneo è arrivata poco dopo le 16; nella nota stampa si sottolinea il fatto che la decisione è stata formalizzata “nelle forme e tempi richiesti dal consiglio di amministrazione di ieri. Le funzioni vicarie sono state assunte dall’avvocato Claudia De Giorgi, che conformemente alla predetta delibera, assumerà il ruolo di reggente fino al prossimo consiglio di amministrazione”.

Così, a distanza a di quattro giorni dal provvedimento di sospensione firmato dal rettore, Domenico Laforgia, e a meno di 24 ore dall’ultimatum posto dal Cda che aveva parlato di una settimana, Miccolis esce formalmente di scena, ma le scorie restano tutte, oltre alle inchieste giudiziarie sulle quali sta lavorando la magistratura.

L’onorevole Adriana Poli Bortone ha così commentato la vicenda: “Si prova  un dispiacere profondo nel vedere che si continua a mettere in dubbio il valore delle istituzioni ed è veramente un peccato constatare che anche  l’università del Salento debba assurgere agli onori della cronaca per le vicende di questi giorni per le quali è doveroso far luce al più presto nel rispetto della città e di chi come Codacci Pisanelli, i Fonseca, i Paratore e i Marti hanno dato lustro alla nostra università”.  

La rappresentanze sindacali d’azienda - Flc Cgil, Uil, Cisl, Rua-Snals – hanno intanto chiesto ieri la sospensione di tutti in concorsi in programma già da domani: si tratta di quattro posti di categoria Ep (Elevata professionalità) e per un dirigente dell’area Ripartizione tecnica. La richiesta nasce dalla necessità di attendere la conclusione degli accertamenti giudiziari “e che sia avviato il monitoraggio del fabbisogno e conseguentemente una programmazione seria e razionale che preveda la stabilizzazione del precariato esistente”. In seconda battuta, le sigle sindacali chiedono che per le commissioni giudicatrici vengano nominati componenti esperti nelle materie d’esame e senza cariche politiche”.

 

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