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Domenica, 16 Gennaio 2022
Cronaca Stadio / Viale Aldo Moro

Aggressione all'ufficio anagrafe: una dipendente sporge denuncia

L'episodio in mattinata: un giovane, vedendosi negare la possibilità di ottenere la residenza, non ricorrendone i requisiti, ha dato in escandescenza

LECCE - Un giovane originario di una provincia limitrofa ha dato questa mattina in escandescenza presso l'ufficio anagrafe del Comune di Lecce, in viale Aldo Moro, quando una dipendente gli ha fatto presente che nel suo caso non ricorrevano i presupposti per la concessione della residenza, requisito che gli era necessario per il Reddito di cittadinanza. La reazione è stata violenta e ne è venuta fuori una sorta di aggressione dopo la quale sono intervenute le forze dell'ordine.

Sulla vicenda si è fatto sentire il vice sindaco, Sergio Signore, che ha la delega anche ai servizi demografici: “Ci vuole rispetto verso chi lavora agli sportelli dell’Ufficio anagrafe e a tutti gli sportelli della pubblica amministrazione, perché assicura a tutti i cittadini di poter avere informazioni, sostegno, aiuto, indicazioni. Dopo questo episodio inqualificabile voglio portare la mia solidarietà alla dipendente che ha subito questa vile aggressione e ringraziare lei e tutto il personale dell’Anagrafe, che lavora ogni giorno ormai da tempo in una situazione difficile, con impegno e abnegazione. Il caso che si è verificato oggi non è dovuto in nessun modo a ritardi nel disbrigo di alcuna pratica ma è semplicemente dovuto alla maleducazione e al disprezzo verso chi lavora da parte di un singolo utente contro il quale giustamente è stata sporta denuncia".

L'esponente della giunta cittadina punta l'indice anche con le polemiche a buon mercato che spesso individuano nei dipendenti pubblici un facile bersaglio da colpire: "In un clima di difficoltà, purtroppo, c’è anche chi si permette comportamenti violenti, forse incoraggiato da un clima di pregiudizio e sospetto che alcuni alimentano sui social e che invece non ha nessun motivo d’essere. I dipendenti comunali, in particolare a Lecce, lavorano con spirito di sacrificio e senza risparmio in una situazione che li vede in numero pari alla metà di quanto previsto dal fabbisogno della pianta organica. Serve collaborazione e rispetto, non certo pregiudizi e violenza”.

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