Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca

Dirigenti senza lavoro, l'altro lato degli appalti Asl

A pochi mesi di distanza dall'assunzione dei 680 nella Asl di Lecce, è ancora polemica. Tre ex responsabili delle ditte esterne, ora disoccupati, respingono le accuse di soprusi ai danni di lavoratori

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LECCE - La coperta delle internalizzazioni nell'Asl di Lecce è troppo corta e ovunque la si tiri, rimane sempre un lato scoperto. Non è un caso, infatti, che le polemiche sulle assunzioni dirette in Sanitaservice (la società in house creata dall'azienda sanitaria locale) del personale prima impiegato nelle ditte esterne, non siano mai del tutto cessate. E questo è il turno degli ex responsabili di settore delle ditte appaltate.

Molti sono rimasti senza un lavoro, dopo che l'iter di internalizzazione che si è concluso il primo maggio, ha svuotato di personale le proprie imprese. E da sempre sono al centro di una bufera sollevata dagli stessi lavoratori (e dai sindacati che li hanno supportati nei diversi mesi di lotta per le internalizzazioni), i quali non hanno usato mezzi termini nel descrivere il clima "d' insopportabile sfruttamento", che caratterizzava il vecchio sistema degli appalti.

Pochi giorni dopo la partenza a pieno regime di Sanitaservice, erano cominciati i problemi relativi alla turnazione del lavoro e all'affidamento di ruoli dirigenziali ad alcuni ex coordinatori delle ditte esterne. Già a maggio (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=27675), i sindacalisti di Usb- Rdb avevano denunciato cariche privilegiate affidate ai "vecchi" responsabili di settore (con aperto riferimento alla ditta Supernova) e la mancata uscita dalla scena di queste imprese cui, al contrario, è ancora affidata la gestione delle aree comuni degli ospedali, vale a dire i corridoi e gli androni.

La palla passa ora agli ex coordinatori che, in una lettera inviata alla stampa locale, intendono sollevarsi da tutte le accuse per svelare l'altro lato della medaglia dell'affaire internalizzazioni. "Durante lo svolgimento di attività di coordinamento nell'appalto Asl, per conto di alcune ditte e nello specifico di Sfl soc coop, già Supernova, non si sono mai tenuti atteggiamenti vessatori o altro - si legge - anzi si tiene a sottolineare l'importanza data a tutti i lavoratori e alle loro esigenze personali e familiari, nel rispetto della contrattazione collettiva nazionale e delle esigenze dettate dall'appalto".

Nella lettera continua la stoccata verso i media che hanno pubblicato "accuse gratuite ed infamanti che oltre a ledere l'immagine personale, potrebbero avere ripercussioni negative sotto il profilo professionale".

"In quanto rimasti fuori dal percorso d'internalizzazione, in attesa dell'iter giudiziario, e avendo comunque perso il posto di lavoro - scrivono i firmatari della missiva, Cesare Ciurlia, Dario Perrone e Vincenzo Catalano - ci chiediamo quale curriculum presentare alle aziende per farci assumere, se il biglietto da visita è dato da questi articoli infamanti".


L'invito alla stampa, è quindi quello di "verificare se mai ci siano stati soprusi e vessazioni, senza limitarsi a scrivere di alcuni coordinatori in modo generico, ma specificando chi li ha commessi".

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