"Disabili alla berlina", palco distante. Protesta nei luoghi degli eventi

I contenitori culturali della città, soprattutto quelli monumentali, rappresentano spesso un ostacolo insormontabile. E in estate esplode il nodo dell'accessibilità

La postazione per disabili, presso l'Anfiteatro.

LECCE - Mentre sull'ovale di piazza Sant'Oronzo fervono i preparativi per l'evento Battiti Live in programma domani e nell'Anfiteatro Romano le maestranze sistemano le ultime cose in previsione del concerto di questa sera di Niccolò Fabi, si leva, ancora una volta, la protesta decisa e dignitosa di alcune persone diversamente abili. 

Nel mirino c'è la carente, se non inesistente, accessibilità dei luoghi di cultura e di spettacolo, soprattutto quelli del centro storico, da anni contenitori prediletti per concerti e rappresentazioni di vario tipo, dalla danza alla commedia. La questione non è dell'ultim'ora, ma interessa un ambito che era stato oggetto di particolari impegni e assunzioni di responsabilità nel processo di candidatura di Lecce come Capitale europea della cultura nel 2019, tanto che  capitolo sull'accessibilità incluso nel relativo dossier era stato particolarmente apprezzato. 

Tuttavia, anche successivamente alla delusione per l'esito della selezione - il riconoscimento è stato infatti attribuito a Matera -, esponenti dell'amministrazione si sono impegnati per rendere la città meno ostile ai cittadini diversamente abili: il 29 e il 30 aprile si è tenuto "Smart Hackaton", un evento per la mappatura delle strade e degli immobili pubblici di Lecce. Ma il tempo passa e i progressi sono pochi e, se ci sono, non si vedono. Così questa mattina Antonella Celano, presidente dell'Associazione nazionale delle persone con malattie reumatiche (nella foto, sotto, all'ingresso del Teatro Romano) ha chiesto di incontrare i giornalisti all'ingresso dell'Anfiteatro, dal quale il pubblico accede per sistemarsi sulle storiche gradinate o in platea. 

Per le persone diversamente abili è stato predisposto un palco provvisorio, all'angolo di via Giuseppe Verdi che poi termina in piazza Vittorio Emanuele II: la soluzione non è stata gradita, perché i fruitori, ha spiegato la presidente, si sentono costretti a rimanere in vista, in un certo senso alla berlina, mentre vorrebbero avere il diritto di vivere normalmente un appuntamento culturale o di intrattenimento, come qualsiasi altro cittadino.

disabiliteatro (1)-3All'appuntamento con i cronisti si è presentato anche l'assessore alla Cultura del Comune di Lecce, Luigi Coclite, che ha spiegato le ragioni dell'amministrazione: alla luce dei vincoli esistenti sul monumento, non ci sono molte altre opzioni se non quelle che richiedono interventi strutturali che non possono essere fatti in tempi brevi: "Ci saranno due addetti per le esigenze degli spettatori diversamente abili, che accederanno autonomamente al palchetto dall'apertura lateral. E' una soluzione temporanea ma adeguata, che evita l'aspetto più mortificante, cioè quello di essere presi in braccio". 

La signora Celano ha fatto però presente che non si può parlare di emergenza visto che il problema è arcinoto, ma piuttosto di disinteresse da parte di chi dovrebbe trovare una soluzione una volta per tutte, perché ne va di mezzo anche la fruizione turistica. Ma non è certo solo l'Anfiteatro a presentare ostacoli insormontabili ad una dignitosa accessibilità: per il poco distante Teatro Romano la situazione non è differente e nel centro storico non è semplice trovare un edificio sufficientemente attrezzato: per non parlare poi del basolato, che così com'è, rappresenta un vero e proprio terreno minato per le carrozzelle. 

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Il tema dei diritti di cittadinanza dei diversamente abili resta dunque all'ordine del giorno: il 27 giugno si dava conto della rabbia e della mortificazione di un genitore per l'assenza di semplici passerelle per l'accesso alla spiaggia di San Cataldo.

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