Piste ciclabili nell’hinterland leccese. La denuncia: “Pericolose e non segnalate”

Alcuni lettori hanno segnalato la mancata sicurezza dei percorsi stradali destinati ai mezzi a due ruote, nei comuni di Lizzanello, Cavallino, e nella sua frazione, Castromediano. I residenti dei comuni alle porte di Lecce, chiedono ora interventi immediati da parte degli amministratori locali, per tutelare la sicurezza di ciclisti e automobilisti

Una delle piste ciclabili ritenute pericolose dai residenti

CAVALLINO - Che il Salento non fosse un posto rinomato per le piste ciclabili lo si sapeva da tempo. Ma c’è chi, nell’hinterland leccese, ha segnalato i nuovi paradossi della viabilità, soprattutto nelle zone di Cavallino, della frazione Castromediano e lungo le vie di Lizzanello.  In entrambi i comuni, infatti, le linee parallele e tratteggiate del percorso per due ruote, non sono segnalate con gli appositi cartelli verticali.

In alcuni casi, le piste sono tracciate al centro della carreggiata, in mezzo al percorso per i due sensi di marcia. Il rischio è quello di incidenti frontali. Sulla strada provinciale 23, in particolare, nella zona cosiddetta “Tempi Nuovi”, tra Castromediano e Cavallino, e nei pressi del municipio del comune messapico, la pista permette al ciclista di tagliare la strada all'automobilista.

Altro "scempio", stando ad alcune segnalazioni giunte da lettori, è quello di Lizzanello dove la carreggiata, in alcuni punti, permette il passaggio delle automobili praticamente al centro della strada. E fin qui, teoricamente, nessun problema. Se non fosse che le vie non sono propriamente i boulevard di una metropoli europea, ma vie piuttosto strette dove, lamentano i residenti, “non c'è spazio neppure per un'automobile”.

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Spaventati dalle possibili conseguenze, specialmente in occasione di "pedalate" con bambini a bordo, i residenti dei comuni alle porte del capoluogo salentino chiedono un intervento urgente da parte degli amministratori locali. "Le piste andrebbero modificate", hanno fatto sapere, e ritracciate con più criterio per garantire la sicurezza dei ciclisti e degli stessi conducenti di mezzi a quattro ruote che si ritrovano con lo stesso timore, e costretti a procedere con l'eccessiva, ma motivata  paura, di travolgere qualcuno.

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