Cronaca Scorrano

Discariche del Salento: 7 "cartoline" della vergogna

A Scorrano la finanza ha sequestrato un'area di 1.100 metri quadri. Dentro c'era di tutto. Ma a Lecce la situazione non è migliore: da via Vecchia Carmiano a via Roma, ecco le foto della vergogna

Laterizi e persino resti di potatura. Nella discarica abusiva di Scorrano non mancava nulla

Il Salento e le sue discariche abusive a cielo aperto, il paesaggio devastato da sonori ceffoni al buon senso, ed una consapevolezza: l'emergenza rifiuti c'entra solo in minima parte. Qui si tratta di puro e semplice malcostume. Ormai non passa quasi giorno senza che vengano alla luce aree usate per gettarci di tutto. Nelle prime due foto, scattate alla periferia di Scorrano, un'area di circa 1.100 metri quadrati sequestrata in questi giorni dalla guardia di finanza di Otranto. L'ennesimo sconcio ambientale. Fa seguito alle requisizioni operate nell'arco di una sola settimana dalle "fiamme gialle" a Cutrofiano (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=4947) e a Galatone (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=4962). Anche in questo caso una persona è stata denunciata all'autorità giudiziaria. Si tratta di un dirigente comunale, ritenuto dalla legge responsabile del contollo dell'area e quindi di ciò che fino a qualche giorno addietro veniva impunemente accatastato. Ferraglia, laterizi, plastica, resti di potatura di alberi, elettrodomestici rotti, rifiuti speciali altamente dannosi.

L'inquinamento non è solo Cerano. La dispersione di particelle in eternit, per parlare di uno dei nemici principali della salute umana, è riconosciuta da anni in campo medico come micidiale per i polmoni. E' sufficiente una bassa esposizione per rischiare potenziali danni. E a poco sembra servire, purtroppo, l'intensificazione dei controlli sul territorio da parte delle forze dell'ordine, se poi le discariche abusive finiscono per riprodursi sistematicamente ovunque. Per una che viene chiusa, tre ne nascono. Ed ecco, infatti, altre quattro foto (sempre nelle miniature visibili in alto, nella pagina) scattate da Gabriele Mariano di Lecce, responsabile del "Comitato indipendente dei numeri 0 signor nessuno". Le prime due sulla strada provinciale 267, le successive in via Vecchia Carmiano. Mariano sostiene di averle già segnalate alle amministrazioni competenti, la Provincia per la prima, il Comune di Lecce per la seconda.

Si tratta di denunce che però sarebbero "rimaste lettera morta", come sostiene lo stesso Mariano. Perciò, ecco la sua protesta, se non verrà fatta pulizia: "Da sabato 15 dicembre provvederò a spostare nelle vicinanze delle rispettive sedi parte del materiale ed in particolar modo l'eternit e l'amianto che da mesi continuate ad ignorare. Se la politica non riesce a dare risposte purtroppo dobbiamo lottare per salvaguardare la salute dei nostri cari".

Come se non bastasse, ecco cosa accade in via Roma. Nella settima ed ultima foto, laterizi e persino gabinetti. "Quale il futuro di questa via?" E' la domanda che si pone Lidia Faggiano, consigliere del Pd alla II circoscrizione. "I cittadini che abitano nella parte terminale di Viale Roma, prima sono stati allettati dal promesso allargamento del viale che proprio in quel tratto diventa stretto e angusto, poi gratificati dal progetto di una vasta area a verde attrezzato e infine delusi dalla costruzione di un distributore di carburanti. Il tutto previsto nella medesima zona, a ridosso del rondò sulla via di San Cataldo, frutto di varianti al progetto originario. Di fatto - prosegue - oggi quegli stessi cittadini si ritrovano a guardare dai propri balconi la nascita di una discarica a cielo aperto. Il cantiere ormai fermo da mesi, infatti, ha attirato l'attenzione di chi non ha ancora sviluppato un senso civico adeguato e sono ormai ripetuti gli episodi di scarico abusivo di materiale di risulta del più vario genere, dai sanitari dismessi ai fili elettrici".


"Il tutto sotto gli occhi degli impotenti e increduli cittadini che ancora ricordano con rammarico le promesse di riqualificazione della area in questione. Quanto mai necessario appare, quindi, un intervento di recinzione del cantiere per evitare l'accesso ad autoveicoli non autorizzati e l'aggravarsi della situazione che già conferisce alla zona un senso di degrado e trascuratezza che - conclude - certamente una città come Lecce non merita".

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