Arrestata per estorsione: gip dispone scarcerazione di collaboratrice scolastica

Accolta l’istanza avanzata dagli avvocati, disposta l’immediata scarcerazione di Maria Domenica Minonne, per assenza dei gravi indizi di colpevolezza. Le accuse partite da un 40enne. Lei ha riferito di aver prestato al suo defunto padre 70mila euro e di rivolerli indietro

LECCE – Il gip del Tribunale di Lecce, Vincenzo Brancato, ha accolto l’istanza di scarcerazione avanzata dagli avvocati Francesco Calcagnile e Rita Ciccarese, disponendo l’immediata scarcerazione di Maria Domenica Minonne, per assenza dei gravi indizi di colpevolezza.

La donna, 52enne di Diso, collaboratrice scolastica, è indagata con l’ipotesi di reato di estorsione continuata. Era stata arrestata il 17 luglio scorso dai carabinieri della stazione di Cavallino e del Nucleo operativo di Lecce, dopo aver organizzato, in accordo con la presunta vittima, una consegna controllata di denaro.

L’uomo, 40enne del rione Castromediano, ai militari aveva raccontato di essere stato risucchiato dalla paura di ritorsioni nei confronti della propria famiglia.

La donna, stando alle denunce presentate dal 40enne, avrebbe raccontato di aver avuto una storia d’amore col proprio padre, defunto da tempo, che aveva conosciuto in passato, quando aveva insegnato presso un istituto scolastico di Maglie. La vicenda della relazione è un aspetto da chiarire.

Sta di fatto che nel tempo lei avrebbe consegnato circa 70mila euro all’uomo, per i suoi bisogni. Questione che la donna sarebbe in grado di dimostrare, secondo i suoi legali. I problemi, in ogni caso, sono nati in particolare quando la donna avrebbe manifestato l’intenzione di riavere quel denaro.

Sempre secondo le dichiarazioni del 40enne, prima avrebbe usato modi gentili, riuscendo a incantarlo e persino a fargli venire sensi di colpa, parlandogli di un disperato bisogno di soldi, e ottenendo, nel giro di quattro mesi, 48mila e 500 euro.

Poi, ai primi segni di cedimento della presunta vittima, sarebbe arrivata a minacciarlo, travolgendolo di sms a suo dire minacciosi, e facendo intervenire anche un terzo uomo nel corso di telefonate. Secondo i legali, e sarebbe questo alla base della scarcerazione, i messaggi non avrebbero però avuto affatto toni intimidatori.

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La trappola è scattata a metà mese. I carabinieri, in accordo con il 40enne, hanno fotocopiato i numeri di serie delle banconote, hanno lasciato che l’uomo andasse a un appuntamento con le e, dopo il pagamento della somma, sono usciti allo scoperto, bloccandola. Il pm Massimiliano Carducci l’aveva destinata ai domiciliari. 

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