Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Zincherie, sequestro preventivo. La Procura ordina: impianto chiuso in quindici giorni

Esercizio di attività industriale in assenza di autorizzazioni e gettito pericoloso di cose: sono queste le ipotesi di reato contestate alle "Zincherie Adritiche", impianto nella zona industriale di Diso, dal sostituto procuratore Antonio Negro. Le indagini condotte su delega dal Noe di Lecce

Il pm Antonio Negro.

DISO - Esercizio di attività industriale in assenza di autorizzazioni e gettito pericoloso di cose: sono queste le ipotesi di reato contestate alle “Zincherie Adritiche”, impianto nella zona industriale di Diso, dal sostituto procuratore Antonio Negro. Oggi i carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Lecce, coordinati dal maggiore Nicola Candido, al termine di indagini delegate proprio dalla Procura, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso dalla sezione gip del Tribunale di Lecce.

Il noto impianto industriale è dedito alla trasformazione di metalli ferrosi, e proprio a proposito di questo tipo di attività, inchiesta giudiziaria e consulenze tecniche avrebbero evidenziato tre aspetti in particolare, tali da far scattare il provvedimento.

Il primo riguarda l’ipotesi secondo cui si sarebbe esercitata l’attività di trasformazione di metalli ferrosi in assenza di un’autorizzazione integrata ambientale; la seconda, che le emissioni moleste in atmosfera avrebbero determinato difficoltà respiratorie e turbamento della quiete dei residenti nelle vicinanze (vicenda di cui s’è discusso molto in passato); la terza, che si sarebbe attivato uno scarico delle acque di dilavamento dei piazzali senza autorizzazioni.

Le segnalazioni all’autorità giudiziaria riguardano, nella fattispecie, legale rappresentante e responsabile della sicurezza e dell’ambiente dell'impianto. Nel disporre l’esecuzione della misura cautelare, alle “Zincherie Adriatiche” sono stati concessi quindici giorni di tempo per la cessazione, in condizioni di sicurezza, di ogni attività. 

Per gli avvocati Michele e Giuseppe Bonsegna, che difendono le “Zincherie Adriatiche Srl”, il provvedimento sarebbe una “sorpresa, giacché la società si è, sino ad ora, incessantemente adoperata, così come dimostra la corposissima documentazione versata in atti, per tenere fede agli impegni assunti, a suo tempo, con la Procura della Repubblica di Lecce”.

“La società – proseguono i legali - ritiene di aver rispettato sin qui tutte le prescrizioni imposte, anche quelle relative agli orari, che sono le uniche che nel decreto si dice non siano state rispettate”.

“E’ pacifico che l’Arpa ha monitorato e continua a monitorare costantemente il ciclo di produzione delle Zincherie e mai, in questi anni, ha contestato il superamento dei limiti imposti dalla legge e qualsivoglia forma di inquinamento. A ciò si aggiunga- proseguono -, che la società Zincherie ha tempestivamente presentato presso la Regione Puglia, Comune di Diso e Spongano e Provincia di Lecce tutte le istanze di natura amministrativa richieste e per le quali sussistono i presupposti oggettivi e soggettivi perché vengano accolte”.

Per gli avvocati, dunque, “alla società non possono essere addebitati colpevoli ritardi né la stessa può essere chiamata a rispondere dei tempi lunghi previsti dalla particolare e mutevole normativa di settore”.

Annunciata, dunque, l’impugnazione davanti al giudice, “confidando non solo nella collaborazione solerte delle varie pubbliche amministrazioni interessate, ma anche nella rapida valutazione delle ragioni dell’azienda che, non va dimenticato, impiega, al momento, cinquanta dipendenti”.

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