Lunedì, 2 Agosto 2021
Cronaca

Disordini allo stadio di Poggiardo, otto tifosi gallipolini patteggiano

Quattro mesi e venti giorni, con pena sospesa, dinanzi al gup De Benedictis, per i tifosi accusati dei disordini scoppiati il 17 ottobre 2010 in occasione dell'incontro tra Botrugno e Gallipoli. La gara si disputò a Poggiardo

 

LECCE – Hanno patteggiato una condanna a quattro mesi e venti giorni (pena sospesa), dinanzi al gup Annalisa De Benedictis, otto tifosi del Gallipoli accusati dei disordini scoppiati il 17 ottobre 2010 in occasione dell’incontro disputato presso il campo sportivo di Poggiardo, tra Botrugno e Gallipoli, formazioni che allora militavano nel campionato di Promozione. Si tratta di Francesco Zuccotto, 22 anni; Francesco Cataldi, 21 anni; Stefano Spada, 26enne; Vittorio Tondo, 19 anni; Vincenzo Carretta, 41 anni; Simone Liguori, 19 anni; Giampiero Perrone, 25enne e Mattia Piro, 21 anni. Ad assisterli gli avvocati Giuseppe Milli, Fabrizio Ferilli e Pompeo Demitri.

Altri tre, invece, saranno giudicati con il rito ordinario: Lorenzo Coribello, Pietro Furio e Alvaro Buccarella. Il processo nei confronti dei tre, assistiti dall’avvocato Elio Maggio, si aprirà il prossimo 20 novembre dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Maglie.

I disordini avvennero in particolare nel corso delle operazioni d’ingresso e filtraggio prima della gara. Protagonisti degli scontri, secondo la ricostruzione operata dagli inquirenti, una quindicina di tifosi del Gallipoli Football 1909 che avevano seguito la squadra a Poggiardo per l’atteso derby salentino. Secondo l’ipotesi accusatoria, i supporter della formazione jonica, seppur sprovvisti di biglietto, tentarono in tutti i modi di entrare nello stadio, forzando porte e dispositivi di sicurezza, danneggiando il terreno di gioco e gli infissi divisori. Il gruppo di facinorosi fu subito respinto dai carabinieri.

Successivamente, però, i tifosi gallipolini forzarono una porta di ferro dell’ex locale biglietteria, riuscendo ad accedere fino al terreno di gioco. Si rese così necessario un altro intervento dei militari dell’Arma, che sgomberarono il campo. I sostenitori jonici furono nuovamente condotti all’esterno, riuscendo comunque ad accedere alle gradinate. A causa degli incidenti la gara iniziò con circa venti minuti di ritardo.

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