Disordini e atti vandalici durante il corteo antifascista, la Procura apre un'inchiesta

E' approdata negli uffici della Procura la tanto discussa manifestazione del corteo antifascista che sabato pomeriggio ha attraversato le vie del centro cittadino. Al vaglio degli uomini della Digos di Lecce, guidata dal dirigente Raffaele Attanasi, le centinaia di foto scattate e i video dei manifestanti

LECCE – E’ approdata, come era logico e scontato supporre, negli uffici della Procura del capoluogo salentino la tanto discussa manifestazione del corteo antifascista che sabato pomeriggio ha attraversato le vie del centro cittadino. Al vaglio degli uomini della Digos di Lecce, guidata dal dirigente Raffaele Attanasi, le centinaia di foto scattate (alcune proprio dagli uffici giudiziari) e le immagini dei manifestanti ripresi da alcuni agenti con delle videocamere. 

Gli investigatori, coordinati dal procuratore Cataldo Motta, stanano cercando di dare un volto e un nome alle persone incappucciate presenti nel corteo, soprattutto in coda. Si tratta di circa un trentina di persone, armate di bastoni, che si sono rese protagoniste del lancio di bombe carta e delle scritte sui muri della città. In particolare, un ragazzo giovane e di corporatura longilinea, alto circa un metro e ottanta che, posizionato nelle retrovie, ha imbrattato con una bomboletta spray gli edifici lungo le vie del centro.

Con lui altri manifestanti con il compito di affiggere i volantini antifascisti, contro i marò e l’amministrazione comunale. La Digos sta cercando di risalire anche ai componenti del cordone che, con passamontagna e bastoni, chiudeva il corteo, coprendo le azioni di chi aveva il compito di imbrattare (con scritte contro la Tap, gli sbirri assassini e i fascisti) i muri della città. Solo il presidio attuato da carabinieri, polizia e finanza ha evitato che la stessa sorte toccasse anche agli uffici giudiziari, prefettura e altri siti istituzionali. In molti casi si tratta di elementi provenienti da altre province o da fuori regione.DSC08879-2

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Mentre non si placa la polemica politica, con un secco botta e risposta tra le parti, proseguono le indagini. I reati ipotizzati, al momento, dovrebbero essere di danneggiamento e danneggiamento aggravato. Presto alcuni nomi potrebbero essere iscritti nel registro degli indagati.

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