Dissequestrati i beni personali degli imprenditori Pasquale e Saverio De Lorenzis

Il provvedimento emesso in mattinata dai giudici chiamati a decidere sui sigilli posti a maggio dalla guardia di finanza

LECCE - Cadono molti dei sigilli apposti lo scorso maggio dagli uomini del nucleo di polizia economica finanziaria della Guardia di finanza ai beni dei fratelli Pasquale, 44 anni, e Saverio De Lorenzis, di 41, noti imprenditori di Racale. Il dissequestro è stato disposto questa mattina dai giudici della seconda sezione penale (presieduta dal giudice Pasquale Sansonetti). Si tratta di una cinquantina di beni, tra appartamenti e terreni, nei comuni di Lecce, Gallipoli e Racale. Il provvedimento è arrivato sulla scorta della perizia provvisoria e d’urgenza, disposta dal collegio e anche sulle consulenze di parte.

Per gli altri beni ancora sotto sequestro, comprese le società, il Tribunale è in attesa di valutare un’ulteriore perizia, per la cui redazione sono stati concessi 90 giorni, e la relazione dell’amministratore giudiziario nominato dallo stesso Tribunale.

Il sequestro complessivo riguardò 93 fabbricati (una struttura alberghiera a Gallipoli, abitazioni, ville, locali commerciali e garage, autovetture), 33 terreni agricoli ubicati nei comuni di Ugento, Racale, Taviano, Gallipoli e Melissano e 9 società capitali, per un valore complessivo di 15milioni di euro, riconducibili a Pasquale e Saverio De Lorenzis e agli altri due fratelli Salvatore, di 50 anni, e Pietro, di 51, e a Pompeo Caputo, di 55 anni, residente a Gallipoli, ritenuto prestanome.

Si tratta dello stesso patrimonio sequestrato nel 2015 - nell’ambito dell’inchiesta “Clean Game”, sul presunto sodalizio che avrebbe fatto affari soprattutto con le slot machines - ma che fu restituito in seguito al mancato riconoscimento dell’associazione mafiosa (presupposto sul quale si fondava il sequestro) da parte del Tribunale del Riesame e poi della Corte di Cassazione.

Attraverso successive indagini condotte dal Gico di Lecce e coordinate dalla Direzione Antimafia di Lecce sarebbero però stati raccolti numerosi elementi sull’elevata pericolosità sociale degli investigati e sull’esistenza di una netta sperequazione tra le disponibilità economico – patrimoniali e la modesta posizione reddituale dichiarata, tali da rendere possibile il secondo sequestro anticipato (così come prevede la legislazione antimafia).

I fratelli De Lorenzis, fanno sapere attraverso l’avvocato Francesco Fasano (che li assiste con i colleghi Gabriella Mastrolia e Francesco Paolo Sisto) di essere felici del provvedimento emesso oggi e di essere fiduciosi in merito agli ulteriori sviluppi processuali.

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