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Distrutte quattro vetture, danni a negozio ed edificio: c’è un indagato

Gli inquirenti sospettano che sia stato un 56enne il responsabile dell’episodio incendiario avvenuto a Tuglie il 4 dicembre scorso. Due giorni fa, sono state perquisite l'abitazione e le vetture dell’uomo ed è stato sequestrato il suo cellulare

TUGLIE - C’è un indagato sull’episodio avvenuto nel centro di Tuglie, in via Trieste, la notte del 4 dicembre scorso, quando presero fuoco quattro autovetture. Si tratta di un 56enne pregiudicato del posto nei riguardi del quale due giorni fa è stata eseguita una perquisizione che ha interessato la sua abitazione e le sue vetture, e all’esito della quale gli è stato sequestrato il telefono cellulare.

A emettere il decreto (attraverso il quale l’indagato è così venuto a conoscenza dell’apertura del procedimento a suo carico in cui è ipotizzato il reato di danneggiamento a seguito di incendio), è stato il pubblico ministero Simona Rizzo sulla scorta delle indagini svolte dai carabinieri della stazione di Sannicola.

In particolare, i sospetti degli investigatori nascono dalla visione dei filmati ripresi dalle telecamere esterne a una gioielleria nei pressi della zona interessata dal rogo, in cui si vede un uomo di bassa statura (identica a quella del 56enne) appiccare il fuoco alla Hyundhai Atos che era stata parcheggiata su uno stallo di sosta per disabili. Il responsabile indossava anche un giubbino nero con un logo e aveva con se un ombrello per coprirsi il capo. Ma, durante la perquisizione svolta dai militari non sono stati trovati né l’indumento né l’accessorio. L’indagato (assistito dall’avvocato Paolo Cantelmo) ha dichiarato di non aver avuto alcuna responsabilità nell’accaduto.

Elementi utili a chiarire se sia stato davvero lui l’artefice dell’incendio potrebbero arrivare dall’analisi del materiale contenuto nel cellulare, attraverso la quale non è escluso possa emergere anche il coinvolgimento di altre persone nell’azione delittuosa che provocò danni ingenti (quello inizialmente stimato fu di decine di migliaia di euro).

Oltre al mezzo preso di mira, andarono completamente distrutte altre tre vetture: la Kia Soul intestata a un’architetta 53enne del luogo, la Fiat Panda di una commessa di 36 anni, e la Lancia Libra di un pensionato di 73 anni.  

Non solo. Le lingue di fuoco danneggiarono anche la facciata di un negozio di abbigliamento e quella di un edificio.

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