Doblò in fiamme: è il secondo veicolo che gli distruggono in pochi giorni

Colpita una famiglia di Leverano. In precedenza era toccato a una Panda. L'uomo nella notte ha temerariamente spostato l'auto per evitare che fosse intaccato il tubo del gas condomininale

Le foto in basso sono di William Tarantino.

LEVERANO – Una famiglia sotto il mirino di qualcuno. Il perché, non si sa. Ma due autovetture bruciate nel giro di pochi giorni rappresentano un segnale molto inquietante. Coppia sulla sessantina di Leverano, lui falegname in pensione, lei casalinga. Persone tranquille.

Ma soggetti per ora ignoti sembrano averli puntati, perché se nella notte a cavallo fra venerdì e sabato è andata a fuoco una Fiat Panda di loro proprietà, in quella appena trascorsa stessa sorte è toccata a un Fiat Doblò. Veicolo intestato alla donna, ma in uso al marito.

I carabinieri della stazione di Leverano vogliono vederci chiaro. La vicenda è particolarmente inquietante, per quanto ancora ammantata da un alone di mistero sul movente del doppio attentato incendiario.

Nella tarda serata di ieri, oltretutto, l’uomo s’è lasciato andare a un gesto per certi versi apprezzabile, anche se fin troppo temerario, perché ha corso il serio rischio di rimanere intrappolato tra le fiamme. Quando intorno alle 23,30 s’è accorto da casa che il fuoco stava iniziando ad avvolgere il veicolo, è uscito di corsa, s’è infilato nell’abitacolo e ha visto che il motore si accendeva, girando la chiave nel quadro.

Così, ha spostato la vettura di poche decine di metri, da via Cesarea, dov’è avvenuto il fatto (e dov’era andata a fuoco in precedenza anche la Panda) verso via Marche, fermandos in un punto circondato solo da campagne. Il motivo, è presto detto: il Doblò era parcheggiato vicino al tubo del gas condominiale ed ha voluto in questo modo evitare guai maggiori.

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Questa mattina della vettura resta una mezza carcassa ancora ferma in via Marche. E’ rimasta danneggiata tutta la parte anteriore. Il calore sprigionato dal fuoco ha infranto anche il parabrezza. Le indagini, dopo questo secondo episodio nell’arco di quattro giorni, assumeranno forse una piega più rapida e decisa. E una cosa è certa: di solito, in vicende del genere, i colpevoli non vanno mai ricercati lontano, ma nella cerchia delle conoscenze.

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