Cronaca

Omicidio di Ruffano, gup concede i domiciliari al presunto killer

Per motivi di salute il giudice Antonia Martalò ha accolto l'istanza dei legali di Michele Espedito Valentini, accusato dell'uccisione di Roberto Romano, avvenuta il 24 marzo scorso. Il processo inizierà il 4 di aprile

@TM News/Infophoto

LECCE – A distanza di circa undici mesi dall’arresto, Michele Espedito Valentini, 27enne di Supersano accusato dell’omicidio di Roberto Romano e del ferimento di Dario Traversa, avvenuti il 24 marzo scorso, ha lasciato il carcere. Il gup Antonia Martalò, infatti, ha concesso al 27enne gli arresti domiciliari, accogliendo l’istanza della difesa dell’imputato, assistito dagli avvocati Mario Coppola e Francesca Conte, per motivi di salute (come sostenuto anche da due consulenti).

Il processo nei suoi confronti si aprirà il 4 aprile. Un omicidio scaturito al culmine di una violenta discussione, durante la quale la situazione sarebbe degenerata e il 27enne avrebbe esploso alcuni colpi di pistola nella stanza da letto della vittima. Romano sarebbe poi deceduto durante il trasporto in ospedale, mentre Traversa è rimasto ferito al femore sinistro. L’altro imputato, Andrea Macagnino, (accusato di concorso anomalo in omicidio e tentato omicidio), ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato. Il 22enne avrebbe accompagnato il presunto omicida sul luogo del delitto con la sua Golf, notata da alcuni testimoni, imboccando controsenso via Boccaccio, Lì, lo avrebbe atteso con il motore acceso e la portiera del lato passeggero aperta, per poi darsi alla fuga. Tra gli imputati, anche lo stesso Traversa, accusato di favoreggiamento personale per non aver rivelato agli inquirenti l’identità di Valentini. Traversa sarà giudicato con il rito ordinario.

espedito valentini supersano-2Il presunto omicida si è presentato alcuni giorni dopo in caserma a Maglie, dove ad attenderlo c’era il suo legale, l’avvocato Mario Coppola. Nei suoi confronti il gip Carlo Cazzella aveva emesso, lo scorso 31 marzo, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il 27enne era irreperibile da una decina di giorni. Macagnino, invece, dopo l’arresto era tornato in libertà. Il 27enne ha spiegato ai magistrati di aver intrapreso, già da un po’ di tempo, una relazione con la moglie della vittima. Relazione di cui probabilmente Romano aveva saputo, anche perché aveva notato Valentini aggirarsi, il giorno dell’omicidio, nei pressi della sua abitazione. Nel pomeriggio Roberto Romano si sarebbe recato a casa del suo rivale invitandolo a casa per un chiarimento. “Non doveva succedere – ha affermato il 27enne –, è stata una tragedia”.

I sospetti dei carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Lecce, guidati dal capitano Biagio Marro, si sono indirizzati quasi subito su Valentini. Nonostante la complessità della vicenda e il contesto di silenzi e connivenze in cui il grave fatto di sangue si è consumato, sono bastate meno di 24 ore, infatti, per tracciare un profilo del presunto assassino e del possibile movente. La ricostruzione dei fatti è partita dall'analisi della scena del crimine, che ha permesso di ipotizzare una conoscenza e una frequentazione del killer con Romano e Traversa, tale da giustificare l'ingresso in casa. Da qui, la minuziosa indagine dei militari, che hanno riscontrato notevoli difficoltà a causa della reticenza di diversi residenti nella zona a esporsi. Indagine serrate e articolate che hanno trovato riscontro negli inquirenti: da una parte sostituto procuratore Giovanni De Palma e dall’altro il gip Carlo Cazzella.

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