Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca

Trovato con un arsenale dopo aver evaso l’alt, si giustifica: “Temevo una rapina”

Per Lenardo Borelli, arrestato alle prime luci di sabato scorso dopo non aver rispettato l'ordine di fermarsi di una pattuglia delle fiamme gialle, sono stati disposti i domiciliari. Le 22 piante di marijuana servivano per uso personale, ha dichiarato

LECCE – Ha lasciato il carcere di Borgo San Nicola Leonardo Borelli, 36enne di Campi Salentina, arrestato venerdì notte dai militari della guardia di finanza dopo aver forzato, alla guida della sua moto, nelle campagne di Novoli un posto di blocco da una pattuglia delle fiamme gialle e aver investito due militari. Il gip Antonia Martalò, condividendo in gran parte la linea difensiva dell’arrestato, assistito dagli avvocati Giulio Insalata e Francesco Vergine, e le dichiarazioni dell’uomo, ha concesso al 36enne gli arresti domiciliari. Una decisione maturata anche sulla base del fatto che l’uomo è incensurato.

In sede di convalida dell’arresto Borelli ha spiegato di non aver riconosciuto i finanzieri (vestiti in borghese e con un’auto civetta) e di aver temuto di esser rapinato. Perciò il 36enne sarebbe scappato fermandosi solo in prossimità di una caserma dei carabinieri (per denunciare i fatti), dove è stato poi raggiunto e bloccato dalle fiamme gialle. Riguardo a quanto rinvenuto in sede di perquisizione presso la sua abitazione, in contrada Zoppo, a Campi Salentina, l’indagato ha ammesso di aver coltivato le piante di marijuana rinvenute nel terreno adiacente all’abitazione, ma solo ed esclusivamente per ricavarne sostanza stupefacente da utilizzare per scopo personale (stesso discorso per i semi di canapa, nascosti all'interno di una botola, ricoperta da alcune lastre di metallo). Riguardo al sistema di videosorveglianza il 36enne ha spiegato che lo stesso era a protezione della sua abitazione e non della coltivazione proibita. Il denaro sequestrato, invece, sarebbe frutto dell’attività lavorativa che l’uomo svolge presso un canile.

Per quanto concerne il piccolo arsenale (26 tra balestre, pugnali, frecce e lame) rinvenuto dalle fiamme gialle, Borelli ha dichiarato al gip di aver raccolto le varie armi con l’intento di collezionarle e che gran parte di esse erano state denunciate. Diversa la questione delle numerose cartucce sottoposte a sequestro: le stesse, infatti, appartenevano a uno stock di fucili da caccia (regolarmente detenuti) che l’uomo ha poi ceduto nei mesi scorsi. Una semplice dimenticanza quindi, cui il 36enne non ha dato la giusta importanza.

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