Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca

Donne trattate come oggetti e in tre finiscono al banco degli imputati

Tre storie diverse ma accomunate dal fil rouge della violenza saranno oggetto di altrettanti processi che si terranno nei prossimi mesi nel tribunale di Lecce. I reati: stalking, abusi sessuali e danneggiamenti

LECCE - Trattavano le compagne come fossero oggetti di proprietà, usando la violenza verbale e fisica tutte le volte che la loro volontà non veniva rispettata. Hanno raccontato questo le storie che ieri sono finite sotto la lente del giudice per l’udienza preliminare (gup) Michele Toriello, sollecitato dalla Procura a rinviare a giudizio tre uomini ritenuti responsabili di aver vessato e reso impossibile la vita delle donne alle quali erano legati.

Il primo (sottoposto al divieto di avvicinamento) è accusato di aver molestato la ex, dal settembre del 2020, quando questa decise di interrompere la relazione, fino al gennaio del 2021.

L’avrebbe pedinata e intimidita in più occasioni, soprattutto al telefono, annunciando che l’avrebbe picchiata e suggerendole di procurarsi una scorta per proteggersi; avuto notizia che la malcapitata avesse intrapreso una nuova frequentazione con un altro uomo, poi, l’avrebbe contattata telefonicamente per minacciare di morte entrambi. “Farai una brutta fine”, “Vergognati! Te le faccio pagare tutte te le faccio pagare!”,“devi stare solo con la paura”, questi alcuni dei numerosi messaggi ricevuti su whatsapp dalla donna.

Spesso, inoltre, stando all’accusa, l’uomo si sarebbe appostato sul posto di lavoro o nei pressi di casa di lei per costringerla a tornare insieme, minacciando anche il suicidio. Ma non finisce qui.

Nel processo che si aprirà l’11 novembre dinanzi alla giudice della prima sezione penale Alessandra Sermarini, oltre che di stalking, l’imputato dovrà rispondere anche del reato di danneggiamenti per aver rotto lo specchietto esterno e il tergicristallo del lunotto posteriore dell’auto della vittima.

Quest’ultima sarà in aula come parte civile, con l’avvocato Simone Scotellaro, mentre l’uomo sarà assistito dall’avvocato Simone Viva.

Di stalking dovrà rispondere anche un 52enne di Racale, accusato di aver fatto irruzione in casa della ex con la quale pretendeva di tornare insieme ma che non voleva più saperne di lui, e di averla offesa, anche in presenza dei familiari, dandole della poco di buono e con frasi del tipo “la distruggo”. E non sarebbero mancate le minacce, come quella di far ascoltare, ai parenti e al datore di lavoro, le conversazioni telefoniche avute durante la loro relazione. Gli episodi si sarebbero verificati dal marzo al luglio del 2018 e saranno oggetto del processo che si aprirà il 2 dicembre davanti al giudice della prima sezione penale Fabrizio Malagnino e in cui l’uomo sarà difeso dall’avvocato Stefano Parlati.

La terza storia che ieri è arrivata sulla scrivania del gup Toriello riguarda una famiglia di Salve: un marito-padrone avrebbe tenuto sotto scacco la moglie, costringendola ad avere rapporti sessuali tre, quattro volte al giorno, usando non solo imprecazioni e minacce, di cui sarebbe stata anche destinataria anche la figlia di quest’ultima. In una circostanza, sarebbe arrivato a metterle le mani al collo per soffocarla.

Il processo per lui inizierà il 6 dicembre davanti ai giudici della prima sezione penale. A difenderlo ci penserà l’avvocato Luca Puce, mentre la donna sarà parte civile con l’avvocato David Alemanno.

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