Donne trattate come “rottami”: 9 anni di reclusione per due imputati

Si è chiuso uno dei processi scaturito dalla maxi operazione eseguita dagli agenti della Questura di Lecce nel 2009 che fece luce su un giro di prostituzione particolarmente intenso in città, soprattutto nella zona della stazione

Un momento della conferenza stampa sull'operazione "Rottami" del 2009

LECCE - Giovani rumene, alcune anche minorenni, costrette a vendere il proprio corpo nei pressi della stazione di Lecce. A sfruttarle sarebbe stata un’associazione composta da connazionali, avrebbero accertato le indagini svolte dagli agenti della Questura di Lecce, sfociate nel luglio del 2009 nell’operazione “Rottami” con diversi arresti.

Nel frattempo, molti degli uomini accusati di aver fatto parte dell’organizzazione hanno chiuso il loro conto con la giustizia, mentre ieri, a undici anni dal blitz, è arrivato il verdetto nei riguardi di due imputati: 6 anni di reclusione, più il pagamento di una multa di 3mila euro, per Costantin Ticu Mladin, di 33anni, fratello di Gheorge Mladin, ritenuto il leader del sodalizio. Nei suoi riguardi è caduta l’accusa di associazione a delinquere, poiché andata in prescrizione; 3 anni e 2mila euro di multa per Polina Constantin, di 38.

La sentenza è stata emessa dalla sezione seconda penale del tribunale di Lecce, presieduta dal giudice Pietro Baffa, che ha disposto il non doversi procedere per intervenuta prescrizione nei riguardi di un terzo uomo finito sotto processo per detenzione illegale di una pistola: Andrea Chirizzi, 42enne originario di San Pietro Vernotico (Brindisi) ma residente a Campi Salentina.

Gli imputati erano difesi da Heaclif Chiodi del foro di Roma (sostituito in aula dal collega Carmine De Paolis), da Walter Gravante e Michele Palazzo (sostituiti dall’avvocato Filippo Orlando).

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