Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Dopo 13 anni riparte da zero il processo a un imprenditore di Leverano

I giudici della Corte d'appello di Venezia hanno accolto l'eccezione processuale sollevata dagli avvocati Cosimo D'Agostino e Rocco Vincenti

LECCE – Tutto da rifare nella lunga e complessa vicenda che vede come protagonista G.G., imprenditore originario di Leverano condannato dal Tribunale di Padova, il 20 febbraio 2013, in concorso con due soggetti di origine calabrese, alla pena di anni 5 e sei mesi di reclusione, per due presunte estorsioni aggravate, commesse nei confronti dell’amministratore di una ditta di costruzioni.

Secondo l’ipotesi accusatoria, nel lontano 2003, i tre imputati avrebbero costretto la presunta vittima a farsi consegnare l’autovettura Bmw, di rilevante valore, e la somma di 40mila euro, prelevandoli dal conto corrente della ditta, mediante violenza e minaccia.

Nei giorni scorsi la Corte d’Appello di Venezia ha confermato la pena nei confronti dei due soggetti calabresi, condannati a cinque anni di reclusione, annullando invece la sentenza di condanna nei confronti dell’imputato salentino, difeso di fiducia dagli avvocati Cosimo D’Agostino e Rocco Vincenti. I giudici hanno accolto l’eccezione processuale sollevata nell’atto di appello, con cui si evidenziava la nullità della notifica dell’avviso di fissazione dell’udienza preliminare, che comportava l’invalidazione di tutti i successivi atti processuali, compresa la sentenza di condanna di primo grado. La Corte d’Appello, ha disposto la trasmissione degli atti al Gup di Padova, per la fissazione di una nuova udienza preliminare. 

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