Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca

I rilievi smentiscono nuova minaccia: My, ogiva in auto da vecchia sparatoria

Il candidato nella lista "Cambiare rotta" per Porto Cesareo ha trovato il frammento. di proiettile nella sua auto, dopo gli spari di qualche notte addietro che avevano riguardato sia casa sua, sia un distributore di carburanti vicino. Si era pensato inizialmente a una nuova intimidazione

Stefano My, foto dal suo profilo Facebook.

PORTO CESAREO – Ricostruzioni più dettagliate confermano: in auto c'era un’ogiva. E tuttavia dall'altro lato smentiscono quanto si era temuto (e riportato) nei primi momenti. Il frammento non è stato infilato la notte scorsa in auto, ma è un residuo della precedente sparatoria, quella avvenuta poco prima dell'alba di sabato, in due punti diversi nei pressi di Porto Cesareo

Il mittente resta sconosciuto e lui, il destinatario, Stefano My, giovane imprenditore 35enne, d’estrazione politica Movimento 5 Stelle e candidato a Porto Cesareo con la lista “Cambiare rotta” a sostegno di Francesco Schito alla carica di primo cittadino, ovviamente non intende parlare dell’indagine in corso. Si è limitato, oggi, solo a confermare quanto rinvenuto.

L’ogiva deformata (quindi frutto di un colpo esploso) si trovava sul sedile anterirore destro della sua Dacia Sandero. In un primo momento si era creduto che i soggetti - al momento ancora ignoti - avessero sfruttato un finestrino aperto, giusto un filo, per far cadere l’oggetto, come monito per avvisare che nella prima occasione non fosse stata usata un'arma a salve. Questa, infatti, era la voce che si era sparsa all'inizio, quando non erano stati trovati chiari segni al mattino, pur in presenza di inconfondibili suoni uditi dal vicinato a notte fonda. 

In realtà, dunque, si tratterebbe proprio di un residuo dei colpi esplosi tre giorni addietro. Come ben si ricorderà, alle 3 del mattino del 23 maggio, qualcuno aveva aperto il fuoco sia contro un distributore di benzina Ip-Api all’ingresso della marina di Torre Lapillo, con un’arma calibro 9x21 (danneggiando la vetrata e gli infissi), sia, quasi contemporaneamente, nei pressi di casa di My.

E giacché il distributore è gestito da Massimo De Paolis, un simpatizzante della lista, nel corso delle ore, già quel giorno si era ipotizzato come vi potesse essere un filo conduttore fra i due episodi, sebbene fosse rimasto il mistero sui colpi d’arma esplosi proprio nei pressi di casa del candidato.

Qui, infatti, la testimonianza era stata di un residente che non solo aveva udito gli spari, ma aveva anche intravisto un moto. A mattino fatto non erano però stati trovati segni particolari. Tre le possibilità, a quel punto: l’uso di una pistola a salve; che la stessa mano che aveva esploso i colpi (magari in aria) potesse aver poi raccattato i bossoli da terra; che ad agire quella notte fossero stati in due coordinati fra loro, quindi usando armi differenti. In realtà, i rilievi scientifici dimostrano come l'ogiva sia una rimanenza dei colpi esplosi davanti casa. Un proiettile, infatti, ha perforato fanalino e sedile, ma è sfuggito nei primi momenti nell'abitacolo colmo di volantini e materiale vario per la campagna elettorale. 

My risiede a Boncore, frazione formalmente nel territorio di Nardò, ma praticamente a due passi da Porto Cesareo. L'ogiva, dunque, repertata dai carabinieri della stazione locale che indagano con il coordinamento della compagnia di Campi Salentina, sarebbe rimanenza di uno di quei colpi esplosi alle prime ore di sabato. Dopo aver forato la carrozzeria e aver leggermente deviato due volte la traiettoria, il proiettile ha oltrepassato il sedile posteriore e il sedile anteriore e si è adagiato su quest'ultimo.

Probabilmente prima di entrare il colpo ha carambolato sull’asfalto. Un ultimo dettaglio: trattandosi di un 9x21, si fa sempre più strafa l'ipotesi che sia stato un solo individuo a sparare sia contro il distributore, sia nei pressi della sua abitazione. 

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