Dopo la bufera giudiziaria "Alleanza per Squinzano" chiede le dimissioni del sindaco

Non si placano le polemiche sull'amministrazione comunale di Squinzano dopo il blitz legato all'operazione denominata. A sollevare nuovamente la questione è Andrea Andrisani di "Alleanza per Squinzano" che parla di "totale indifferenza dell'amministrazione comunale"

LECCE – Non si placano le polemiche sull’amministrazione comunale di Squinzano dopo il blitz legato all’operazione denominata. A sollevare nuovamente la questione è Andrea Andrisani di “Alleanza per Squinzano” che parla di “totale indifferenza di questa amministrazione che incurante delle affermazioni del procuratore Motta e del coinvolgimento di alcuni componenti della maggioranza non intende rassegnare le dimissioni, indifferenti alla necessità  di dover dare un segnale di cambiamento e d’immagine dopo gli sviluppi delle indagini che quotidianamente dimostrano come i fratelli Pellegrino (Zu Peppu) fossero diventati dei leader politici dispensando voti e trattando favori con esponenti politici di ogni ordine istituzionale”.

“Le affermazioni del procuratore Motta – prosegue Andrisani – “a Squinzano non si muove foglia che i Pellegrino (zu Peppu) non vogliano”, “ l’intimidazione mafiosa è ancora attuale e si evince dalla presenza di alcuni esponenti della maggioranza”, dovrebbero suscitare in chi rappresenta Squinzano istituzionalmente una reazione nei confronti di queste accuse infanganti e dovrebbero far scaturire una necessità di differenziazione, da queste logiche criminali ,  con la scelta di dare un segnale di lontananza  da queste ipotesi di condizionamento mafioso avendo il coraggio di dimettersi e dare a Squinzano la   possibilità di  dare un segnale di cambiamento alle elezioni di marzo.

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“Ad una settimana dalla retata che ha stravolto la quotidianità di Squinzano – conclude l’esponente politico –, che vede quotidianamente la città sulla cronaca giudiziaria dipinto come un paese criminale con un’amministrazione comunale frutto di intimidazioni e con la possibilità di scioglimento da parte del Ministero dell’Interno , l’unico che non si scompone è il sindaco Miccoli. Per queste motivazioni e per dare un segnale di differenziazione e di lontananza da queste logiche di indifferenza, il coordinamento dei partiti che aderiscono alla sigla Alleanza per Squinzano  avvieranno una raccolta firme per chiedere le dimissioni del sindaco e dei componenti del consiglio comunale , con una petizione intitolata “Squinzano cambia” e con la costituzione di un comitato dei cittadini che hanno voglia di manifestare il proprio segnale di cambiamento”.

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