Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Dopo la lite tenta di uccidere il vicino a colpi mannaia in testa

Rocco Sciurti, 64enne, arrestato per tentato omicidio. Feroce l'aggressione ai danni del 25enne Stefano Luigi Martina, ferito e arrivato in codice rosso in ospedale. Per salvarlo dalla furia, hanno fatto scudo alcuni passanti

 

TRICASE – Come in un film dell’orrore, quando s’è trovato davanti il “nemico”, gli ha sferrato un fendente in testa con una mannaia, rischiando di ucciderlo. E forse Rocco Sciurti, 64enne, avrebbe continuato a infierire fino a quando il giovane, un 26enne, Stefano Luigi Martina, non avesse trovato la morte, se non si fossero messi in mezzo diversi condomini per separare i contendenti e, in seguito, i carabinieri. L’anziano, già una lunga serie di reati alle spalle, è finito per l’ennesima volta in carcere, e questa volta con la grave accusa di tentato omicidio aggravato, cui aggiungere la denuncia per porto abusivo di oggetti atti a offendere.    

La cruenta aggressione è avvenuta nella tarda serata di ieri alla periferia di Tricase, in una palazzina della zona 167. Diverse le chiamate al 112, per invitare i carabinieri a fiondarsi sul posto e impedire che la situazione, già all’apice del parossismo, potesse degenerare fino alla tragedia. Quando i militari della stazione e dell’aliquota radiomobile hanno raggiunto la zona, si sono trovati nel mezzo della baraonda, scorgendo Sciurti, subito riconosciuto, che, brandendo un piccolo machete, stava ancora tentando di scagliarsi addosso a un giovane, stordito e ferito in testa, con il sangue che sgorgava già abbondante. Il tutto, condito da feroci minacce di morte gridate ad alta voce in mezzo ad uno scudo umano di persone, messesi in mezzo per impedire che potesse continuare a colpire il ragazzo.

Solo quando il 64enne è stato bloccato e disarmato dai carabinieri, la situazione si è tranquillizzata, tanto da permettere l’intervento dei soccorritori del 118 che hanno trasportato l’aggredito in ospedale, il “Cardinale Panico”, in codice rosso. Per fortuna Martina non è in pericolo di vita, perché le ossa craniche non sono state lesionate, ma ha riportato una profonda ferita lacerocontusa al cranio, per la quale i sanitari hanno apposto oltre dieci punti di sutura.

SCIURTI ROCCO..-2I militari, nel frattempo, hanno ricostruito l’episodio, accertando che fra Sciurti e il 26enne, non correva buon sangue, per le più banali questioni di vicinato, come il portone dello stabile lasciato in qualche caso aperto, o magari la luce rimasta accesa, o l'imposta sbattuta con troppa forza. Le classiche questioni di poco conto, montate nel tempo, fino a trasformarsi in motivo per liti furibonde.

Ieri sera, dunque, l’ennesima discussione con reciproci scambi di accuse. E quando il giovane ha fatto rientro in casa, assieme a sua madre, appena ha varcato il portone, si è trovato davanti Sciurti, armato di mannaia. La donna, terrorizzata, è corsa in strada chiedendo aiuto mentre il figlio, colto letteralmente di sorpresa, è stato colpito in testa. Per fortuna ha avuto la prontezza di riflessi necessaria per sottrarsi a ulteriori fendenti e ad uscire dall’androne.

Alcuni passanti, fra cui il cognato del ragazzo, si sono precipitati a proteggere Martina, nonostante Sciurti stesse tentando ancora di raggiungerlo per il “colpo di grazia”. Secondo gli investigatori, diretti dal capitano Andrea Bettini, comandante della compagna, la volontà omicida sarebbe resa evidente proprio dal tipo di aggressione, rinforzata dalle continue minacce anche nei confronti di chi era intervenuto per frapporsi fra i due. Condotto in caserma e sentito il pm di turno, Francesca Miglietta, Rocco Sciurti è stato dichiarato in arresto e trasportato nel carcere di Borgo San Nicola, a Lecce. L'uomo è difeso dall'avvocato Tony Indino. 

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